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Il genio dei Saint Lips, tra anni '70, '80 e terzo millennio
La band romana pubblica "Charms" un di...Il genio dei Saint Lips, tra anni '70, '80 e terzo millennio
La band romana pubblica "Charms" un disco dall'afflato internazionale pronto a incantare anche i mercati esteri. Aspettando il tour LEGGI l'INTERVISTA e GUARDA in ANTEPRIMA il VIDEO DI "LITTLE SISTER"
di Fabrizio Basso
Tra sacro e profano. Tra santo e labbra. Sono romani ma si chiamano Saint Lips e con un nome così come poteva chiamarsi il disco se non Charm? Affascinare, ammaliare. E loro lo fanno davvero con queste influenze anni Ottanta vestite di sonorità anni Settanta. Il loro è un disco di respiro internazionale, di quelli che quando si ascoltano viene voglia di…riascoltare. L’ultima sensazione così ipnotizzante, restando nella sfera degli italiani angloofoni, è quella di A Toys Orchestra. I Saint Lips sono Valentina Barletta, Marco Simoncelli, Antonio Di Girolamo, Valerio Galassi, Fabio Falaschi e la new entry Manuel Cimini, un “hammondista”.
Il disco, come spiega Simoncelli, che insieme a Di Girolamo è in fondatore del gruppo, è stato registrato in presa diretta "per abbinare le radici alternative-rock americane col suono caldo degli anni Settanta. Per i suoni vintage è stato determinante l’intervento del produttore Bobby Macintyre>. E' anche grazie a lui che sono ospiti del disco quasi tutti gli Afterhours, che fanno il coro in Summer Rain, Scott Bennet, polistrumentista di Brian Wilson, Whitey Kirs, chitarrista e co-autore dell’iguana Iggy Pop, e Mike Garson, pianista di David Bowie. Nomi che del rock hanno fatto la storia.
La promozione avverrà anche negli Stati Uniti, perché, non neghiamolo, sperano di arrivarci questi ragazzi romani: "Diciamo che la nostra ricerca sta nello scrivere canzoni che ci rappresentino. La finalità è la canzone, il mercato estero arriva dopo. Anche se verrà fatta una massiccia promozione radio e ovviamente andarci è un sogno". A conferma di quanto siano esportabili, sia in Italia che oltreoceano sono stati scelti gli stessi singoli, Saviour e Little Sister, del quale proponiamo in anteprima il video. Intanto si lavora a un tour italiano, se ne occupa la Virus di Pordenone: "Se ne parla più avanti, per ora ci concetriamo sulla promozione. Comunque il live sarà costituito da tutto l’album nuovo e da alcuni del precedente adeguatamente riarrangiati". I Saint Lips nascono nel 2006 per iniziativa di Di Girolamo e Simoncelli: "Fissate le linee guida ci siamo subito attivati per formare il gruppo. La cantante, ad esempio, l’abbiamo trovata su segnalazione della sua maestra di canto. Galassi, il batterista, arriva dal punk e si sente; Falaschi, il bassista, ha una storia di cover band new wave e in particolare dei Placebo". Altri particolari su di loro li potrete scoprire su sul loro FB e sul Myspace che, ci tengono a dire, curano personalmente. Ma soprattutto, ascoltateli: la loro musica è il miglior biglietto da visita.
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Blog | di Pasquale Rinaldis
10 giugno 2011
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10 giugno 2011
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L’american dream dei Saint Lips
S’intitola Charm, il secondo album dei Saint Lips, band romana dalle marcate influenze sonore provenienti d’Oltreoceano, composta dalla vocalist Valentina Barletta, Marco Simoncelli e Antonio Di Girolamo alle chitarre,Valerio Galassi alla batteria e Fabio Falaschi al basso. La loro opera seconda, lanciata dal singolo Little Sister pubblicata anche negli Stati Uniti con l’etichetta No More Fake Labels di New York, è il risultato di un sapiente melting pot: in un eccentrico rendez-vous troviamo Blondie in compagnia di PJ Harvey, i Breeders con Smashing Pumpkins e i Pixies, e il risultato non poteva che essere entusiasmante.
Grazie anche all’aristocratica partecipazione di Manuel Agnelli, Giorgio Prette, Rodrigo D’Erasmo e Roberto Dellera degli Afterhours, di Cesare Basile e di ospiti internazionali come Scott Bennett (polistrumentista di Brian Wilson), Whitey Kirst (chitarrista e coautore di Iggy Pop) e Mike Garson (pianista di David Bowie).
Registrato alle Officine Meccaniche di Milano di Mauro Pagani, “Charm” dal punto di vista tematico continua quella ricerca culturale sul grande mito americano che da sempre affascina i componenti dei Lips. La produzione del disco, mixato allo Studio71 di Miami e masterizzato presso i californiani Capitol Studios, è affidata a Bobby MacIntyre (già batterista e produttore dei Twilight Singers e Mark Lanegan). Fin dalle prime note il disco si annuncia come un portento, ma che si dirige in diverse direzioni: quella dell’evocazione e quella della futilità-semplicità. Perché la loro è ricerca unita al desiderio di mantenere un basso livello, che è quel che trasforma una banda di musicologi in una band di musicisti. Donare la vita, anche se la vita non sempre ha sorriso. Sentirsi le responsabilità addosso, ma anche una nuova ventata di spensieratezza. E’ il manifesto pop dell’album con le sue atmosfere sognanti. Certo la strada da percorrere è ancora lunga, trovare la propria dimensione richiede tempo, ma dal punto di vista compositivo il disco è notevole andando ad esplorare i vasti territori musicali frequentati dai loro idoli che – per adesso – appaiono irraggiungibili. Fa sperare la sapienza dimostrata da chi fa questo mestiere perché vale la pena, non per il vacuo gusto di rifarlo.
Abbiamo intervistato il chitarrista del gruppo, Marco Simoncelli e la singer Valentina Barletta, mente e anima del gruppo, per sapere qualcosa di più sui Saint Lips, a partire dal nome che hanno scelto: “Saint Lips è un gioco di parole, la carnalità e la spiritualità che insieme creano l’uomo e l’equilibrio tra i sentimenti contrastanti che sono in noi”.
Con il vostro primo lavoro Like Petals siete riusciti a trovare una distribuzione negli Stati Uniti (Renaissance Records/Koch)? Com’è stato possibile? E cosa consigliate alle giovani band che ambiscono a questo risultato? Inoltre il vostro ultimo lavoro “Charm” vanta la produzione e la collaborazione di personaggi di gran spessore…
M: Sicuramente quello che è stato mosso con Like petals è stato un primo passo per noi ricevendo la proposta di distribuzione in Usa, ma la promozione è fondamentale per ottenere risultati. Il nostro secondo album Charm è promosso dall’ufficio stampa Parole e dintorni, uscito per la DCave records, distribuito in Italia da Audioglobe e sui maggiori portali online, come ad esempio iTunes. Negli Stati Uniti è distribuito attraverso la nostra etichetta No more fake labels e l’ufficio stampa che lo promuove nelle radio è Clermont team, già ufficio stampa per Rem e Artic Monkeys. Siamo in classifica in diverse college radio e siamo soddisfatti di questo risultato. Charm è stato prodotto da Bobby MacIntyre, batterista nei Twilight Singers capitanati da Greg Dulli e Mark Lanegan. Il rapporto che abbiamo avuto con lui è stato schietto e stimolante da subito.
V: Con Bobby siamo entrati subito in sintonia, ci siamo trovati bene nel relazionarci con la sua esperienza e professionalità! Questa esperienza ci ha anche permesso di aprire nuove porte e di confrontarci con realtà importanti.
Quali le vostre influenze? C’è un disco che vi ha segnato artisticamente?
M: Il Rock’n’Roll classico ovviamente è una base fondamentale per noi: Stones, Bowie, Velvet, Zeppelin, Iggy and the Stooges, Hendrix, Beatles, Neil Young, Dylan, Mc5 e poi la musica con la quale siamo cresciuti, l’alternative rock anni ’90 credo sia stato seminale per la creazione del nostro gruppo. Band come Pixies e Smashing Pumpkins su tutti hanno segnato il nostro modo di scrivere e di approcciarci verso la musica. I dischi che ci hanno segnato sono Surfer Rosa e Doolittle dei Pixies ( il primo per alcuni classici e soprattutto per il suono, il secondo perché è una meraviglia a livello di canzoni ) e gli splendidi Siamese Dream e Mellon Collie degli Smashing Pumpkins.
V: Patti Smith è presente in tutte le mie fasi di crescita, lei è la mia vera e unica influenza.
Come nascono le vostre canzoni? Qual è il vostro metodo di composizione?
M: Solitamente scrivo dei giri armonici che sviluppo con Antonio e con Valentina. Poi in sala arrangiamo il pezzo con la base ritmica e lavoriamo sulla struttura. I testi sono il tassello finale del lavoro, scriviamo delle nostre esperienze e riguardo le nostre vite. La sincerità e la credibilità sono fondamentali per esprimerci nella maniera più vera.
Qual è stato il momento più emozionante della vostra carriera?
M: Lavorare con Bobby MacIntyre è stata un’esperienza che ci ha fatto crescere molto in breve tempo. Poi aver avuto artisti che amiamo nel nostro album è stata una bella soddisfazione. L’album che passa nelle college radio Usa, e poi essere band della settimana nel programma radio di BP Fallon (vero e proprio guru del Rock and Roll) e la storia continua…
V: Anche il live al Jamm di Londra, per la McGee night, serata dove Alan McGee, fondatore della Creation records (etichetta di Primal Scream, Oasis, ecc. ) seleziona le band che suonano e lui si alterna con loro sul palco facendo il suo dj set.
Quali sono le vostre ambizioni e cosa cambiereste nel Paese-Italia?
V: Voglio essere antipatica, io l’Italia di oggi la rifarei da capo! Abbiamo tanta arte e storia da far invidia ma sembra come se avessimo dimenticato tutta la nostra identità. Credo che debba esserci una maggiore considerazione per quanto riguarda l’arte e non impostare tutto sull’intrattenimento che genera poi in programmi come X Factor e Amici i principali, se non unici, mezzi di diffusione per la nuova musica.
M: Credo che stiamo vivendo degli anni bui dal punto di vista culturale. E’ giusto ridare un senso alle parole e ai fatti (come il vostro giornale fa), questa secondo me è la base sulla quale ripartire per riappropriarci culturalmente del nostro Paese. Questa immondizia culturale di questi anni ha generato mostri e plastica, penso che il lavoro invece debba essere valutato e trovo che sia la chiave che debba aprire le possibilità concrete. L’ambizione è quella di scrivere canzoni che restino nel tempo e di affermarci come realtà.
Andrete a votare ai referendum del 12 e 13 giugno?
V: Assolutamente sì! Ci sono donne che sono morte per farmi votare oggi! E a parte questo voglio essere partecipe per quello che riguarda la mia nazione! La mia indicazione è di votare Sì a tutti e quattro i referendum.
M: La mia indicazione è di votare per quattro volte Sì ai quattro referendum: perché l’acqua deve essere un bene pubblico, perché il nucleare, a mio avviso, non è la fonte energetica sulla quale investire, poi gli accordi già stipulati dai “nostri” con le società nucleari francesi nonostante il popolo italiano si sia già espresso contrariamente sull’utilizzo di questo tipo di energia dovrebbe stimolare tutti a reagire andando a votare. Poi ovviamente la legge deve essere uguale per tutti, non c’è carica che possa giustificare l’impunità.
Un’ultima domanda: quanto giova Internet alla vostra attività artistica?
V: Direi che per adesso è stato il mezzo di comunicazione più efficace insieme alla radio! Internet è un mondo a sé, probabilmente il più indipendente.
M: Sicuramente per il nostro lavoro è un mezzo efficace e molto utile. I nostri siti sono curati personalmente da noi e lì potete trovare le nostre informazioni e le nostre date live. Basta andare sul nostro MySpace, su Facebook o sul nostro canale YouTube.
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Rumore
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I Saint Lips - cinque romani di belle speranze - sanno perfettamente che in Italia appropriarsi degl...I Saint Lips - cinque romani di belle speranze - sanno perfettamente che in Italia appropriarsi degli stilemi grunge e alt rock ( diciamo Nirvana e Smashing Pumpkins ) , per di più cantando in inglese, è sinonimo di mezzo fallimento. Ma non gliene frega niente e fanno bene.
Gli apprezzamenti per il nuovo disco partono da lontano : su tutti Bobby MacIntyre, cori, percussioni, hammond, Whitey Kirst ( chitarra ), Alan McGee ( li ha voluti per una serata a Brixton ) e BP Fallon ( band della settimana nel suo show radiofonico ).
Poi ci sono loro che producono un suono lievigato e potente, con le chitarre figlie dei '70 e una sezione ritmica di ascendenza punk ( più Stooges che Ramones ) e la voce di Valentina Barletta : musa rossa della band dal timbro seducente ed ipnotico. Miglior brano Wake up, pop di alta fattura di scuola Pixies.
Barbara Tomasino
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Lost highways
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A tre anni di distanza dal successo ottenuto con l’album Like Petals, i romani Saint Lips tornano co...A tre anni di distanza dal successo ottenuto con l’album Like Petals, i romani Saint Lips tornano con Charm, in uscita il 20 di gennaio. L’album è stato registrato su nastro in presa diretta a Milano presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani e completato allo Studio71 di Miami. Il mastering è stato realizzato presso i Capitol Studios in California. Recentemente il gruppo ha avuto modo di esibirsi al Jamm di Brixton per la Greasy Lips Night, serata organizzata da Alan McGee. Hanno così ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tanto che BP Fallon, tour manager dei Beatles, Led Zeppelin, T Rex e dj per gli U2 nel tour di Zooropa, li ha riconosciuti band della settimana nella sua trasmissione radio. Più recentemente i Saint Lips sono stati ospiti a Stereonotte su Radio Rai 1 collezionando ottime critiche da parte del pubblico. L’album si avvale di collaborazioni eccellenti, a partire da Bobby MacIntyre, qui in veste di produttore e responsabile delle parti di hammond e percussioni (già batterista e produttore dei Twilight Singers/Mark Lanegan), Scott Bennett (polistrumentista di Brian Wilson, cantante dei Beach Boys), Whitey Kirst (chitarrista e co-autore di Iggy Pop) e Mike Garson (pianista di David Bowie).
Charm parte col brano Savoir, che ricorda molto le sonorità di The Passanger di Iggy Pop. Il secondo brano, Summer Rain, trascina col suo pop-rock coinvolgente ed è impreziosito dai cori che vedono ai microfoni Afterhours, Cesare Basile, Lorenzo Corti, Roberto Angelini e Micol Martinez. Little Sister racconta le difficoltà dell’essere una ragazza madre, il tutto in chiave squisitamente pop, mentre Wake Up, brano che sembra uscito da un album dei fratelli Gallagher, è definito dalla band uno dei pezzi che rappresentano maggiormente il loro sound. 39 Stars è la ballad dell’album. La voce di Valentina Barletta è davvero un valore aggiunto per i Saint Lips: mai sopra le righe, segue gli umori creati dalle note perfettamente regalando suggestioni che rendono affascinate ogni brano. A Hope è un brano dal ritmo incalzante. Con White Fly facciamo un tuffo negli anni ’70, con una sorta di tributo al punk-rock. Tra le voci c’è anche quella di Bobby MacIntyre. Sonorità acide e un assolo di chitarra realizzato da Whitey Kirst per il brano Land. Ancora atmosfere punkeggianti per la seguente Angel mentre Losin’ Control è un brano a metà tra la psicadelia e il rock più classico. Fertile, impreziosita dal piano di Mike Garson (già pianista di David Bowie), mischia il pop-rock dei Saint Lip al blues. Chiude Your Self, il brano più aggressivo dell’intero album.
I Saint Lips hanno superato alla grande la loro seconda prova regalandoci un album vario, coinvolgente e dimostrando di avere tutte le carte in regola per farsi strada. Aspettiamo ansiosi il 20 gennaio per trovare Charm sugli scaffali dei negozi di dischi.