Chaos Core
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Music

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Ancora un debutto italiano e ancora death metal (melodico). I Chaos Core vengono da Pistoia, suonano metal incandescente dal 2002 e si presentano con due demo all’attivo da cui sono riprese ben 4 tracce di questo interessante “Born in Silence”. Sicuramente di strada da percorrere ce n’è ancora ma già con il suo primo album la band si pone su livelli discreti, evidenziando una notevole attenzione per il particolare, trascurando forse leggermente l’impatto generale dei pezzi. Le prime tre tracce dell’album passano un po’ in sordina, ma con “Tormento” le cose prendono una piega migliore, l’atmosfera si fa più cupa ed emergono prepotenti le prodezze soliste della coppia di chitarre formata da Diego Gavazzi e Andrea Pierozzi, filo conduttore di tutto l’album, forse a lungo andare anche troppo in evidenza. Con la successiva “Cages of Bitter Words” si passa ad un death metal di stampo “Death” ( scusate il gioco di parole) periodo “Individual” e, un po’ a sorpresa, in “Amon-Ra” fanno la loro comparsa delle soluzioni più sperimentali, simili a quelle proposteci dagli ultimi Lifend, a cavallo tra post-metal ed avantgarde. Conclude il lotto di canzoni la più jazzy e atmosferica “Fog” che ricorda parecchio gli Opeth di “Damnation”, anche per una certa somiglianza tra l’ugola di Mr. Akerfeldt ed il nostro David Bonacchi. Come avrete capito “Born in Silence” spazia vastamente nell’immenso panorama death, con una forte attenzione alla melodia solista omnipresente su tutti i brani, vivendo però più di similitudini con altri gruppi (quelli citati) che non proponendo qualcosa di veramente nuovo e fresco. 7 per l’esecuzione e 5 per l’originalità fanno una sufficienza, ma i margini di miglioramento ci sono, quindi, datevi da fare!

Tommaso Dainese - www.metallus.it


I pistoiesi Chaos Core sono un gruppo che fa del death metal tecnico la propria bandiera. Il loro primo album, “Born in Silence”, è molto curato fin dalla copertina, che raffigura un bosco misterioso immerso nelle prime luci dell'alba; il resto del libretto, ricco di disegni e foto, utilizza una grafica nitida che permette l'agevole lettura dei testi.

Il disco dura circa quarantacinque minuti ed è aperto dalla veloce “Lust for Pain”, una canzone di disperata consapevolezza sul futuro dell'uomo, seguita da “Links”, che riguarda i collegamenti tra le varie parti di un mondo troppo frammentato: il brano è più aggressivo, dotato di un intermezzo particolarmente tecnico e di una successiva accelerazione veramente brutale. Si continua con la ritmata “The Alkemist” e con “Tormento”, vorticosa fusione di ritmica e solismo, che tratta di riflessioni personali. Anche “Cages of Bitter Words” è molto personale: rarefatta in avvio, incede dapprima malinconica, quindi accelera, per poi avvicinarsi alla conclusione lenta tramite un notevole solismo melodico.
L'apocalittica “Fifth Sun” si dimostra potente ed articolata, dato che sfrutta un assolo ed una sezione ritmica eccellenti; si prosegue con la selvaggia ferocia di “Amon-Ra”, riguardante la celebre divinità egizia e con la disillusione del mid-tempo “Waning Picture”, che acquista velocità nel finale grazie ad un opportuno assolo. Dopo alcuni tecnologici effetti iniziali, “Destiny Machine” cambia spesso passo, procedendo dapprima ritmata e moderna, quindi rarefatta, infine veloce. C'è ancora spazio per la strumentale “Fog”, una lenta effettata dai connotati vagamente blues, che cresce con maggiore durezza per poi tornare melodica dopo due apprezzabili assoli.

Un vocalist veramente feroce e degli strumentisti competenti danno luogo ad un death metal melodico di ispirazione Dark Tranquillity; i brani sono brevi e non opprimenti, dato che respirano continuamente grazie ad un notevole gusto melodico ed a frequenti assoli di chitarra. Consigliamo questo buon debutto agli amanti del death, com'è naturale, ma estendiamo l'invito un po' a tutti i metallari, visto che il lavoro può accontentare ampie e svariate fasce dell'intero movimento heavy metal.

Giuliano Latina - http://www.artistsandbands.org


La ruota è un oggetto circolare in grado di ruotare intorno ad un asse centrale utilizzata per ridurre l'attrito nei trasporti. La ruota che gira è sinonimo che la tua vita cambierà. La ruota a sei raggi è di tradizione celtica con significato solare. Gli antichi Galli, i francesi di oggi, la utilizzavano come attributo di Taranis, il dio del tuono. In seguito i sei raggi hanno preso molteplici significati addotti all'accezione simbologica del numero sei, il doppio ternario attivo e passivo che rappresentà un po' il dualismo tra le forze cosmiche. Dalla ruota deriva il monogramma di Cristo e la ruota del mondo. Qualunque sia l'importanza o il significato che i Chaos Core attribuiscano alla ruota che rimanda alla loro personalità, vedi anche il logo del loro nome e l'interno del booklet del CD, possiamo dedurre che abbia toccato anche la musica eseguita nel loro debut album, intitolato "Born In Silence". I Chaos Core sono un gruppo di Pistoia che ha svariate carte in mano e che se le gioca dignitosamente ma si fa anche un po' fregare dal banco, che con croupier spietati sa sempre come vincere. Vediamo perchè! Hanno molte idee, troppe forse e le vogliono tutte esporre in questo platter,(come volergliene, lo farei anche io), buonissima tecnica esecutiva, tutti e cinque senza distinzioni, ed amano alla follia il death metal che varia dai Cynic, agli Atheist e tanto Dark Tranquillity sound. Non hanno solamente la freddezza nel pentagramma, spesso la violenza si ritaglia anche momenti caldi e cosa importante riescono ad impregnare l'album di malsana aria decadente. Manca una via precisa da intraprendere, un cammino a creare un Chaos Core sound, e solo alla fine del platter con “The Fog“ arriva la risposta alle sonorità da seguire, secondo me certo, buttandosi più sul lato jazzistico che sfocia in un gioiello di song come la traccia finale, che apre a tutta la tecnica non fine a se stessa delle chitarre, che vivono come esseri animati, sorretti dal muro impeccabile di un bravo batterista come Alfeo, che con il suo tiro dona aria a tutte le song di “Born In Silence“. Death metal robusto impreziosito da incastonature eccellenti che se metabolizzate, analizzate e riscritte con più attenzione al songwriting diretto e scarno, porteranno questa band su livelli alti negli anni a venire, ma per il momento è la sostanza espressiva che latita.

Il Francesco 899 - www.stereoinvaders.com


I Chaoscore sono una band proveniente da Pistoia che propone un Death-Melodic Metal dalle sfumature sperimentali, un genere autonomo dalle correnti che può sempre risultare piacevole se posto nel giusto modo.

"Born in Silence" è il loro primo full-lenght, successore di demos che sono serviti a completare la tracklist del cd; tra le 10 tracce infatti ne sono state riproposte 4 presenti nei lavori precedenti.
Pur avendo bisogno di crescere musicalmente, l'esordio dei cinque ragazzi toscani raggiunge subito un buon livello, soprattutto dal punto di vista esecutivo, lasciando intravedere un buon margine di miglioramento e una buona predisposizione per l’innovazione.
Come già detto, la band propone un Death Metal di chiaro stampo melodico in cui, tuttavia, emerge la pretesa di prendere le distanze dalla monotonia in cui è facile cadere in un genere simile.

Il fulcro del songwriting è la continua collaborazione tra le due chitarre e il loro scambiarsi i ruoli tra fraseggi piuttosto originali a pezzi più tradizionali che vanno a riprendere la linea death-melodica del gruppo, lasciando spazio a solismi non troppo originali ma sicuramente ispirati.I pezzi più rappresentativi, soprattutto per quanto riguarda la versatilità dei Chaoscore, sono “Cages of Bitter Words”, un innesto di puro Death Metal, “Tormento" che mette in risalto le prodezze tecniche dei due chitarristi e “Fog”, un’isola di jazz atmosferico che va a chiudere il cd.

La produzione è buona e va a fare da contorno a quello che è nel complesso un buon lavoro seppur non eccezionale. Concludendo, "Born in Silence" è un disco che attinge dalle diverse prospettive del Death Metal cercando sempre di mantenere l’anima melodico/solista che predomina nella maggior parte dei brani, talvolta risultando ripetitiva e debole nel carattere.

IlCrisa - www.grindingsontheroad.com


Ancora un album italiano, questa volta dalla Toscana. Questi ragazzi vengono da Pistoia e ci propongono un death metal melodico con chiare influenze thrash. Ascoltando le dieci tracce dell' album (va detto che quattro sono state ripescate da demo precedenti) subito ci vengono in mente band del calibro di Dark Tranquillity (soprattutto), e Cynic. La melodia è il filo conduttore di tutti i brani proposti da questi ragazzi, e i punti di contatto con le suddette band sono davvero molti, tanto che viene da chiedersi se non fosse stato meglio dare un'impronta più personale all'album.

Va detto, però, che dal punto di vista tecnico i ragazzi ci sanno fare. Le due chitarre si avvicendano in assoli assolutamente apprezzabili, dimostrando un affiatamento assolutamente sopra la media. Sicuramente il punto debole dell'album è il brano “Amon Ra”: qui i nostri fanno un bello scivolone, proponendo qualcosa che vuole rompere con il resto dell'album ma che risulta, a conti fatti, un esperimento davvero poco riuscito.

In fin dei conti un album discreto, quindi, anche se c'è ancora ampio margine di miglioramento a livello compositivo. Le basi ci sono, ora basta trovare il modo giusto per esprimere le vostre (tante) idee al meglio! - www.ondalternativa.it


Nel frattempo danziamo al suono della ruota del caos, che inesorabile muove i cieli in attesa della fine. Così si conclude la presentazione sulla loro accattivante pagina Myspace. I Chaos Core, Davide Bonacchi (voce), Alfeo Ginetti (batteria), Diego Gavazzi (chitarra), Matteo Giorni (basso) e l’ultimo arrivato Marco Ferro (chitarra) (terzo in ordine, dopo la “dipartita” di Dario Cioffi e Alessandro Berti), dediti al thrash metal con influenze death, sono figli degli Slayer e dei Kreator, ma cominciano la loro gavetta suonando il metal classico degli Iron maiden o le influenze funk dei RHCP. La strada, dal 2002, non è stata sempre in discesa, come loro stessi ammettono, la demo The landscape of greed è l’orribile risultato della loro incapacità e dell’incompetenza di chi si trovava dietro il mixer. Le vicende della loro carriera sono sul conto del disco. Appianati diverbi, attraversati inferni psichici, riconosciuto e distinto il male dal bene i Chaos core vagano in 10 brani carichi della rumorosa vena scoperta del metal e delle crude sonorità thrash. Crollano continui muri sonori, colpiti dall’arido bombardamento della sezione ritmica, sin dai primi singulti di Lust for pain, che piega tutte le sonorità dinanzi al fulmineo giro della chitarra solista. Gli oltre 4 minuti di tormento sono la virulenta e veemente cascata sonica baciata e sverginata dalle viscere vocali di Davide, che scendono e scendono e scendono ancora e bruciano di più e con cadenze più precise in Cages in bitter words. Le sistematiche puntellature del growl aprono la rabbiosa e spiritata Amon-Ra, arsa negli inni da stadio dell’inferno e quietata dalle alte e liquide scale della sei corde. Il sipario si chiude con la strumentale Fog che impreziosisce di svaghi stilistici e piccole lezioni musicali il disco “en todo”. Forse è presto per dare a questi ragazzi un grande palco, ma l’occhio rimane puntato su di loro con merito e curiosità. Gli anni a venire ce ne daranno sicura conferma.

Lorenzo Durden - www.undergroundattack.it


Interessante questo progetto toscano, che si presenta in questo suo primo full lenght proponendo un sound che farà la felicità di coloro che amano la melodia e un certo approccio velatamente progressivo al metal. Nelle note biografiche la band sostiene di aver vissuto momenti difficili fin dall'inizio, fino all'attuale stabilità. Ora, non conosciamo il sound delle prime demo, ma qualunque cosa sia successa c'è da dire che ha portato i nostri alla costruzione di un sound interessante e affatto banale, pur se non privo di falle. Impossibile non pensare alla Scandinavia per certi passaggi freddamente melodici e ovattati come "Cages of Bitter Words" o "Destiny Machine", mentre in altri frangenti come l'opener "Lust For Pain" o la successiva "Links" vengono in mente echi di Cynic e Death, con i paragoni, sia ben chiaro, da prendere in maniera abbastanza relativa. La melodia è l'elemento preponderante di un riffing impetuoso e incisivo, caratterizzato da cambi di tempo frequenti ma dominato da mid-tempos e melodicità. Qualche pecca la dobbiamo segnalare, cioè la mancanza di carattere di certe soluzioni ritmiche e qualche ingenuità di troppo ("Amon-Ra"). Nell'insieme il lavoro (dotato anche di un bell'artwork e di una produzione soddisfacente) lascia ben sperare per il futuro di questi ragazzi, che hanno le potenzialità (e il dovere) di lavorare per un sound più maturo e stilisticamente più incisivo. Staremo a vedere.

Francesco "Crash" La Tegola - www.hardsounds.it


Es gibt eine Nation auf dieser wunderschönen Erde, über deren Metal Bands ich mich immer sehr gerne amüsiere, weil es sich um kitschige, kastratenchorartige und hochfrisierte True-Power-Epic-Hollywood-Metal-Bands handelt. Die Rede ist von Italien, das einen überproportionalen Auswurf an solchen Kapellen hat - an dieser Stelle einen Gruß an Jan, der meine Meinung leider nicht teilen kann. Doch bisweilen gibt es Ausnahmen und diesen gelingt es dann die Ehre einer gesamten nationalen Szene zu retten. Chaos Core gehören zu diesen Ausnahmen, was sie mit Born In Silence beweisen.

Was die Italiener da abliefern erinnert mich in der Qualität der Produktion, im Gesang, der Spielweise und in der Aufmachung des Albums sehr an eine deutsche Band, die mir mit ihrem ersten Album sehr am Herzen lag, aber danach stark in der Originalität abfiel: Dark At Dawn. Roh klingt auch der Sound von Chaos Cores Death/Trash/Prog-Mische, der aber zu keinem Zeitpunkt dilettantisch wirkt, sondern kraftvoll und originell. Der Sänger ist ein Hybride aus Asis Nasseri, Johann Hegg und eben der Dark At Dawn-Komponente Thorsten Kohlrausch. Die Musik ist ausgefeilt, bisweilen verspielt und überrascht immer wieder aufs Neue, was einen langen Hörgenuss ermöglicht. Lange Instrumentalpassagen wird man ebenso finden wie genickzerschrotende Moshparts, für das leibliche Wohl ist auf Born In Silence also gesorgt.

Eine uneingeschränkte Kaufempfehlung möchte ich aufgrund des individuellen Geschmacks knapp nicht aussprechen, aber jedem Fan von gepflegtem Death/Trash wärmstens empfehlen in die Scheibe reinzuhören.

Alex - www.heavyhardes.de


Discography

The story until now… 17 July 2008

Our origins are very near…Just a second compared with the age of the World, just an instant, lost in the depths of Beginning… The story begins in 2001-2002, when I Alfeo and Dario formed a strange trio of apprentice guitarists, without name and without goals, just to spend some time tasting the sound of our new passion: music. After one year and half spent to test our new skills, with different groups of different people, Alfeo discovered his new and inborn passion for drums (yes he started playing just 5 years ago!), so he decided to give up the guitar and form a new group. We wanted to enter the Metal Universe, tired of the close-minded flair of our little city. And it was a good idea, because we become part of the new wave of innovation that other groups of our town found out. Even Destiny was by our side, because I met two friends of my ex-girlfriend (an High and pale bass player, Matteo, and a hulking and rough guitar player, Diego) performing "For Whom The Bell Tools" with a female singer…It felt very sad to me see two souls blessed by Metal screaming silently the lyrics of that song, while the soft voice of the singer bounded gently the beast inside their hearts…
So I decided to free these poor pilgrims from their musical slavery of their old group, and I asked them to join us! The sparkle in their eyes was dazzling! That's how the story began.

Now, after 6 years of countless efforts, challenges, smiles and tears, and after some guitarist replacement (Dario and his heir, Alessandro, are no longer in our formation), we have finally builted up a solid base of friendship and willpower, from which we will try to make a way through your metal heart. The fifth element of our formation, Andrea, was our greatest fan (that's funny!) and now is our brother in music. We are trying to learn as much as possible in both musical technique and, most importantly, every day's life, just to give you a priceless emotion while the entire universe is going to collapse on our heads. Thanks for your support!

Among all the performance we made last year we want to mention that on 29/7/06 we performed with Linea 77 in Montale, on 11/9/06 we performed with Eldritch in Pistoia, and on 15/03/2007 we performed with Graveworm at the Siddhartha club, Prato.

KEEP THE METAL FAITH ALIVE!
David Bonacchi

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Bio

The story until now… 17 July 2008

Our origins are very near…Just a second compared with the age of the World, just an instant, lost in the depths of Beginning… The story begins in 2001-2002, when I Alfeo and Dario formed a strange trio of apprentice guitarists, without name and without goals, just to spend some time tasting the sound of our new passion: music. After one year and half spent to test our new skills, with different groups of different people, Alfeo discovered his new and inborn passion for drums (yes he started playing just 5 years ago!), so he decided to give up the guitar and form a new group. We wanted to enter the Metal Universe, tired of the close-minded flair of our little city. And it was a good idea, because we become part of the new wave of innovation that other groups of our town found out. Even Destiny was by our side, because I met two friends of my ex-girlfriend (an High and pale bass player, Matteo, and a hulking and rough guitar player, Diego) performing "For Whom The Bell Tools" with a female singer…It felt very sad to me see two souls blessed by Metal screaming silently the lyrics of that song, while the soft voice of the singer bounded gently the beast inside their hearts…
So I decided to free these poor pilgrims from their musical slavery of their old group, and I asked them to join us! The sparkle in their eyes was dazzling! That's how the story began.

Now, after 6 years of countless efforts, challenges, smiles and tears, and after some guitarist replacement (Dario and his heir, Alessandro, are no longer in our formation), we have finally builted up a solid base of friendship and willpower, from which we will try to make a way through your metal heart. The fifth element of our formation, Andrea, was our greatest fan (that's funny!) and now is our brother in music. We are trying to learn as much as possible in both musical technique and, most importantly, every day's life, just to give you a priceless emotion while the entire universe is going to collapse on our heads. Thanks for your support!

Among all the performance we made last year we want to mention that on 29/7/06 we performed with Linea 77 in Montale, on 11/9/06 we performed with Eldritch in Pistoia, and on 15/03/2007 we performed with Graveworm at the Siddhartha club, Prato.

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