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Music

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"Il Giornale di Napoli"

In occasione del concerto di Ferragosto, la strada di Santa Lucia si trasforma per l'occasione, in un salotto dove cultura, bellezza architettonica e musica si assemblano perfettamente.
Nella storica strada davanti a più di quindicimila persone strette strette, Consiglia Licciardi ha raccontato la sua vita in musica. Non è andata a riaprire i vecchi diari, ha usato semmai la memoria, ha semplicemente ripercorso la sua stessa passione che in tanti anni l'ha portata ad essere l'unica, la più brava cantante moderna di Napoli. Il pubblico nel corso della serata ha applaudito la brava cantante partenopea che ha creato un perfetto connubio, tra la canzone classica napoletana di ieri e quella di oggi, arricchite da sonorità ed etnie mediterranee. Uno spettacolo semplice: come non accade nel palasport, tutti vedono e sentono perfettamente, ma non solo.
Invece di essere una messa, come accade nella stragrande maggioranza dei concerti dei big della musica italiana, è una performance divertente e imprevedibile, capace di intrattenere piacevolmente anche chi non è un fan sfegatato di questa musica. Dunque la musica italiana e napoletana, data più volte per agonizzante, mostra segni di rinnovamento. Grazie anche all'impavido coraggio di Consiglia Licciardi che ormai, ogni volta che scende in campo, ha tutte le intenzioni di stupire, di spiazzare, di rimettere in discussione i vari clichè e le aspettative rituali che sono connesse al successo. Niente "èpater le


bourgeois", per carità: la nuova faccia della cantante napoletana non è certamente quella di un "tupamara" della musica italiana ma di sicuro è un progetto forte, una produzione di quelle che in Italia non si vedono mai e che propongono idee, trovate, ritmi latini e mediterranei, originali soluzioni sceniche per tutta la durata delle circa due ore che dura questo concerto destinato, come sembra, ad un trionfo crescente in ogni luogo d'Italia. Quello che la Licciardi chiede al suo pubblico, in fondo, è quello di seguirla in un'avventura di non aspettarsi la pedissequa ripetizione di quanto accade sul disco. In concerto è tutto diverso, se non altro perché intorno alla protagonista si muove una vera e propria macchina teatrale. Il risultato è stato un concerto niente affatto tranquillo, suoni familiari ma potenti come un rock. Che è il dialetto che aiuta a dire meglio certe cose, che è la canzone popolare buona a risvegliare gli animi della gente, ma di sicuro il pubblico, colto ed educato a quel tipo di esperienza, è entrato in uno stato di trance, entusiasta che si è protratto fino a oltre la mezzanotte. Consiglia Licciardi innovata canta fino quasi a perdere la voce, proponendo ovviamente molte delle canzoni del disco "Alma Latina" scritte dal fratello Giuseppe da "Sulo nu mumento" a "Mistero antico" da "Quanno maggio turnarrà" a "Parlame accussi" da "Sotto 'a chesti nnote" a "'O core", inter


vallate da canzoni classiche napoletane come "Io te vurria vasà" di Ferdinando Russo. "Serenata napulitana" e "Era de maggio" di Salvatore Di Giacomo, "Rumba" di Raffaele Viviani. Poi due omaggi a due grandi interpreti della melodia italiana come Lucio Dalla, con "Caruso" e Pino Daniele con "Napul'è" e fino a "Sta Musica" di Enzo Gragnaniello cantata in coppia con Roberto Murolo nel disco "'Na voce 'na Chitarra" il pubblico è entusiasta ma la Licciardi alla fine dello spettacolo, proprio per la sua passione per l'uso solenne della voce, è esausta. A fine concerto le chiediamo se pensa di esportare in altre città questa formula voce e strumenti acustici: "Certamente, stiamo sperimentando quest'assemblaggio tra la melodia di un tempo con la nuova musicalità partenopea, infatti, questa nuova esperienza mi sta dando molte soddisfazioni. Ad accompagnare la cantante partenopea c'era il fratello Giuseppe Licciardi ( Chitarra classica e oud) Francesco Ponzo (Bouzouki e mandolino) Sasà Piedepalumbo (Tastiere e Fisarmonica) Sasà Federici (Percussioni).

Carlo Ferrajuolo - Carlo Ferrajuolo


"Jam"

Ha già qualche mese questo lavoro di Consiglia Licciardi, artista napoletana più famosa all'estero che in Italia. E se gli esordi, che risalgono a più di dieci anni fa, la vedevano come pura interprete della più tradizionale musica napoletana, nei suoi ultimi due la Licciardi ha dato alla sua immagine alla sua musica un risvolto più moderno, con composizioni che idealmente si legano, se proprio vogliamo trovare una etichetta, alla world music.
Belle canzoni, composte tutte dal fratello Giuseppe, che affascinano fin dal primo ascolto, sia per la qualità compositiva sia per l'interpretazione sentita, sia per gli arrangiamenti freschi e coinvolgenti. Ariammore è una specie di concept album che ha come tema centrale le stagioni dell'anno e gli effetti che hanno sui sentimenti, ed è anche la canzone che apre il disco, con un ritornello greco con fraseggi di Bouzouki e atmosfere orientaleggianti.
Primmavera giocato sui ritmi di 7/8, tipici dei balcani, è un vero gioiellino che da solo giustificherebbe l'acquisto del disco, come pure la trascinante Voglio, con la fisarmonica in primo piano, Autunno che ripropone arie gitane, e Vierno, che chiude il lavoro in modo dolce e malinconico. Chi volesse sapere di più consulti il sito: www.agarde.it/licciardi.
Voto: 7
Perche: sono composizioni che arricchiscono la musica napoletana. - Walter Gobbi


"Il Mattino"


Entusiasmo ed ovazioni per la Licciardi in concerto al Delle Palme

L'artista acclamata come "nuova regina della canzone napoletana"

Melodia ed emozioni i segreti di Consiglia

NAPOLI - "Sei la nuova regina della canzone napoletana" ha gridato uno spettatore nel coro di ovazioni a chiusura del concerto di Consiglia Licciardi lunedì sera nel Teatro Delle Palme. Un successo ampiamente prevedibile. Ormai la Licciardi ha un suo pubblico di estimatori conquistato con una voce di eccezionale malia timbrica e con la riproposta di cavalli di battaglia della Mignonette, di Ria Rosa, e della Resal. Un pubblico straripante da far segnare un altro punto a favore d'una tendenza che ha riportato pienamente in vita la grande tradizione canora napoletana. Un pubblico pronto all'entusiasmo, capace di abbandonarsi a emozioni che sembravano perse, di cantare con passione insieme alla solista. Consiglia Licciardi è ormai la cantante napoletana degli anni Novanta. Il suo modo di porsi di fronte al repertorio classico tralascia tutto quanto è successo nell'ultimo quarantennio per rapportarsi direttamente agli stili interpretativi delle grandi voci storiche, a cominciare dalla Donnarumma.
La Licciardi sa bene come siano cambiati i tempi e come non si possa cantare come si faceva cinquanta o cento anni fa. Per cui

si è impegnata a tracciare una strada che porta a letture in cui il pathos non viene tradito da un processo di stilizzazione. Una canzone sull'emigrazione come Santa Lucia luntana non può oggi essere cantato con l'accento disperato di Gilda Mignonette. Perciò Consiglia cerca di emozionare più col melos che con le parole e di esprimere i sentimenti con forza ma senza strafare.
Le sue capacità inducono a un'analisi critica non superficiali. Ad esempio alle prese con Tammurriata americana di Bovio e Tagliaferri la Licciardi si pone in posizione autonoma rispetto alla Mignonette e alla Resal. La prima canta su un accompagnamento scoppiettante e sfodera come al solito i celebri accenti tragici, mentre la seconda appare lievemente ironica e pungente, più popolareggiante e con maggior "drive" nella voce. Entrambe sono meravigliose nel rallentando di "comm'è sentimentale 'stu mumento", risolto con accenti alquanto diversi (preferiamo la più teatrale Resal). Consiglia sceglie un andamento simile, ma tende a privilegiare la melodia a discapito del ritmo, e punta a

un'espressività che resta intensa pur senza caricare gli accenti tragici o ironici, e attua benissimo il rallentando con voce fremente d'emozione. Insomma, un'interprete di rara levatura. Come ha dimostrato l'intero recital, aperto da un'esecuzione "a cappella" di Jesce Sole e chiuso come un cerchio da 'O sole mio a cornice d'una serie di classici come Fenesta Vascia, Lu cardillo, Carmela, Marechiaro, 'A tazza 'e cafè, una stupenda 'O surdato nnammurato giustamente cantata con toni accorati e non marziali, fino a Bammenella 'e copp'e quartiere, Passione e Tammurriata nera. Un concerto ben riuscito cui hanno partecipato i chitarristi Peppe Licciardi e Gianni Dell'Aversana il Contrabbassista Biagio Orfitelli, i mandolinisti Salvatore Esposito e Mauro Squillante e Gennaro Petrone alla Mandola e che ha mostrato le grandi potenzialità della cantante. - Gianni Cesarini


"Cronache di Napoli"

"il tempo passa e ti martella la faccia", recita sul palcoscenico Consiglia Licciardi, venticinque anni di carriera artistica di notevole spessore, una voce da mezzo soprano che ha duettato con i grandi della musica, da Murolo a Frank "The Voice" Sinatra. Venticinque anni che non hanno scalfito minimamente l'entusiasmo e la carica delle sue canzoni, interpretate con l'emozione e l'incanto della prima volta, eseguite con quella maturità artistica che l'ha sempre caratterizzata. Il tempo passa e martella, ma la musica di Consiglia sembra sospesa, inattaccabile, contaminata e pura allo stesso tempo, napoletana e mediterranea.Un successo prevedibile quello del concerto andato in scena al Teatro Mercadante organizzato dalla Globo Music di Alfonso Pisani. Ormai la Licciardi ha un suo pubblico di estimatori, conquistato con una voce di eccezionale malia timbrica, una platea che conosce bene il suo modo di porsi nei confronti del repertorio classico napoletano. Consiglia sa bene come sono cambiati i tempi e come non si possa cantare come cinquanta anni fa, questa sua consapevolezza ha caratterizzato un percorso artistico in cui l'interpretazione, il pathos della canzone partenopea, non vengono traditi da un processo di stilizzazione. Ed è nei ritmi nordafricani di "Quanno maggio turnarrà", nei suoni argentini di "'na sera 'e maggio", o nella rivisitazione della sua "Primmavera", danza partenopea che ricorda le orchestrine balcaniche di Goran Bregovich, che rivive tutta l'interpretazione e l'estro musicale di un'artista che ha prestato la propria voce alla città in cui vive e per cui vive, e canta. Una metropoli "




fotografata" in "Voglio" dichiarata nella splendida esecuzione di "Napul'è", le sue strade, la gente è tutta nelle sue canzoni, nella sua voce. L'espressività di Consiglia Licciardi resta una delle sue peculiarità più apprezzate. Privilegia la melodia a discapito del ritmo, puntando su un'emotività che resta intesa pur senza caricare gli accenti tragici o ironici. Così in "Tammurriata nera " , così nella coinvolgente "'a rumba d''e scugnizze", in cui affiancata nel controcanto dalla voce e dalla splendida chitarra di suo fratello Peppe. Non potevano mancare i brani scritti in portoghese, frutto del suo lavoro teatrale "La voce di Napoli / a voz de Lisboa", e il doveroso e sentito omaggio al grande maestro Renato Carosone con il quale ha cantato, ed in suo ricordo ha eseguito l'indimenticabile "Maruzzella". Ad accompagnarla sul palco : Peppe Licciardi alla chitarra e oud, Franco Ponzo al Mandolino e Bouzouki, Francesco Lubrano alla batteria,Sasà Federici alle percussioni, Biagio Orfitelli al Basso, Sasà Piedepalumbo alla fisarmonica e alle tastiere. - Giancarlo Maria Palombi


"Giornale di Napoli"

Si è conclusa con un bagno di folla per Consiglia Licciardi la rassegna "Sette lune di Napoli nobilissima". Nel concerto di chiusura che si è tenuto come gli altri al Teatro Bellini, l'interprete partenopea ha eseguito alcuni brani del suo repertorio. Una serie di melodie che attingono dalla migliore tradizione. Il concerto è durato due ore, senza interruzioni, e ha confermato quanto di buono si conosce della cantante che si ispira a Gilda Mignonette.
Più di ottocento persone hanno gremito la struttura, applaudendo a lungo, anche a scena aperta, la Licciardi e i suoi accompagnatori. L'esibizione conclusiva della mini-rassegna ha confermato quanto emerso fino ad oggi. "Sono riuscito a stanare i napoletani anche in un giorno "morto" - dice il


direttore artistico della manifestazione - e il pubblico ha dato ragione alle mie scelte".
La manifestazione, che nei giorni scorsi aveva ospitato artisti del calibro di Roberto Murolo, aveva già ottenuto risultati eclatanti. Ora si pensa alla prossima stagione.
L'esperimento è più che riuscito - dice il direttore artistico - l'anno prossimo studieremo una formula ancora più avvincente. La canzone napoletana è viva, vivissima, e la gente ne è innamorata. L'importante è offrire un pacchetto di proposte di alto profilo.

- Alfredo D'Agnese


"la Repubblica"



UN ANNO ricco di progetti per Consiglia Licciardi che da oggi pomeriggio su Rai due sarà protagonista di Viaggio nella fantasia, sceneggiato radiofonico sulla vita di Gilda Mignonette. Il primo febbraio, la cantante presenterà al Bellini il suo nuovo spettacolo, Napoli è … terra mia. E ancora entro il '93 l'artista porterà a compimento altri due progetti: uno spettacolo teatrale ancora ispirato alla Mignonette ed un nuovo album.
Sembra che questo programma radio su Gilda Mignonette Le abbia dato nuova linfa… " Ho sempre amato molto la Mignonette. Ho studiato a fondo le sue registrazioni, ho letto su di lei tutto quello che è stato pubblicato. Naturalmente non è l'unica artista della tradizione napoletana a cui abbia dedicato la mia attenzione. Ma per lei ho sempre avvertito un'attrazione speciale, al punto di identificarmi in molte delle sue caratteristiche".
Come è strutturato il programma?
" Andrà in onda nei giorni dispari, a partire da oggi, alle 17.30 sulla rete nazionale. Sono quattordici puntate di mezz'ora ciascuna, trasmesse in diretta dal centro di produzione Rai di Napoli. Io sarò Gilda Mignonette, canterò e reciterò. La storia comincia in un giorno di maggio del 1953: sulla nave che la sta riportando in Italia dopo molti anni, la Mignonette


muore in seguito ad un sbocco di sangue. Da questo momento in poi la storica della sua vita si articola per flashback: i primi ed incerti passi in patria, l'emigrazione, il grande successo in America".
Nel suo concerto al Bellini riprenderà qualcuno dei brani che canta nello sceneggiato?
Soltanto uno, 'A cartulina 'e Napule. Le altre canzoni me le conservo per lo spettacolo teatrale che ho intenzione di trarre dallo sceneggiato. E mi piacerebbe anche che, dalla vicenda di Gilda Mignonette, che si facesse un film. Sono ormai completamente soggiogata dal fascino di questa artista: commuove soprattutto il suo destino di "regina degli emigranti", il suo forte sentimento di nostalgia nei confronti di Napoli e dell'Italia. Per uno scherzo del destino, morì appena qualche ora prima che la nave entrasse nel porto di Napoli. Ma il suo estremo desiderio fu quello di essere sepolta in questa città fu esaudito".
Torniamo a "Napoli è … terra mia".
Si tratta di uno spettacolo con molte sorprese, completamente diverso dal mio recital 'Sta musica, con cui ho girato nelle scorse stagioni. Dalla scaletta di quello spettacolo ho lasciato solo qualche brano, come quella che gli dava il titolo, una canzo


ne che Enzo Gragnaniello ha scritto espressamente per me e per Murolo. Poi farò Caruso di Dalla, magari come bis, e Napul'è di Daniele. Per il resto canterò brani che in pubblico non ho mai cantato: Era de maggio di Di Giacomo, Torna a Surriento, Io te vurria vasà. E renderò omaggio al Pino Daniele di Chi tene 'o mare. Poi ci sarà qualche brano recitato: tra questi, 'O core, una poesia di Rosaria Troisi, la sorella di Massimo Troisi".
E cosa si può dire del suo nuovo album? Lei manca dal mercato discografico da tre anni…
"Non posso dire molto, per il momento, se non che il disco confermerà la mia immagine di interprete devota alla tradizione e, insieme, molto attente al presente, molto affascinata dagli autori contemporanei. Sarà un disco che non deluderà l'attesa dei miei fan più tradizionalisti ma che, nello stesso tempo, li sorprenderà. Quello che è certo è che sto scrivendo dei pezzi miei: la Licciardi del '93 potrebbe anche essere una cantautrice, perché no?". - Antonio Tricomi


Discography

Kind: Classical Napolitan
Title: Passione (1989)
Prod. Sugar
Distr. Polygram

Kind: Classical Napolitain
Title: Reginella (1990)
Prod. Sugar
Distr. Polygram

Kind: World Music
Title: Alma latina (1994)
Prod. Flying
Distr. Flying

Kind: World Music
Title: Ariammore (1997)
Prod. Paolo Dossena
Distr. R.T.I.

Kind: Classical Napolitain
Title:Torna Maggio (2003)
Prod. PoloSud
Distr. Discoteca Meridionale
& IRD-Milano

NEXT OUT ON APRIL 2008

Photos

Bio

Consiglia Licciardi is an extraordinary classic Neapolitan perfomer. After taking her degree in opera vocal perfomance she dedicated herself to classic Neapolitan song.
During her 25-year career she awarded prestigious prizes becoming one of the leading exponent of Parthenopean music .
Thanks to Her refined musical attitude , she developed in a few years her own unique style which both recalls one of the most beautiful voices of the past, like Gilda Mignonette's, and puts itself as a pattern for many singers embarking on classic Neapolitan song.
The undeniable musical gift , together with the uncomparable soothness of her voice, lets express herself even in different areas of Parthenopean song. In two of her albums (Alma latina and Ariammore)she has actually presented the deepest sonorities of Mediterranean tradition.
She worked with Roberto Murolo, (with whom she recorded some albums), Gipsy Kings, Frank Sinatra, (ain memorable duet at the Rome embassy in 1991), Patrizio Trampetti, Joe Amoruso, Nuno da Camara Pereira.
She gave many concerts in opera's theatre in Egypt, Tunisia, Turkey, Albany, Spain, Pourtugal, France, Germany, Holland and Belgium, Argentine, Uruguay, Brasil, and so on.
Consiglia Licciardi's new work, which will be published in April 2008, will show the neapolitan artist playing the great classics of Parthenopean song, with a suggestive orchestra composed by 4 harps (2 classic harps and 2 celtic harps,) mandoloncello, drums and voice.