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http://www.digitofficial.it/Press.html - VARI


L’Emilia-Romagna è da sempre una regione molto propositiva per quanto concerne la musica leggera italiana. Da città come Bologna, Reggio, Modena e Ferrara giungono continuamente proposte valide. A sorprendere sono spesso le realtà indipendenti o comunque legate al filone dell’underground. Da alcuni mesi c’è una nuova band destinata a ritagliarsi lo spazio che le compete nel panorama indie dei prossimi anni. Si tratta dei Digit, quartetto ferrarese formatosi nel 2011 e capace di crearsi un discreto seguito di pubblico nell’arco di un solo anno. Grazie infatti ad una ricca serie di esibizioni live, il complesso è riuscito a farsi notare non solo dal pubblico che di volta in volta si recava in massa ai concerti, ma anche dagli addetti ai lavori più vigili e scaltri. E non è un caso che sul finire dello scorso anno i Digit siano riusciti a firmare per la Skpmz, rinomata etichetta bolognese. Con l’avvio di questa nuova collaborazione il complesso ferrarese non ha perso tempo ed ha quindi deciso di entrare in studio per incidere sei brani del proprio repertorio. Ne è venuto fuori un EP che prende lo stesso nome del progetto. Digit è la prima fatica discografica del progetto capitanato dal vocalist Luca Rizzo. Disponibile dall’inizio del 2012, il minialbum è acquistabile anche su iTunes e su tutti i maggiori music store online con tanto di distribuzione Believe Digital. Al suo interno confluiscono tutte le connotazioni sonore, nonché stilistiche, alle quali il gruppo è da sempre legato. C’è una forte componente rock unita ad evidenti influssi elettronici garantiti dall’uso costante dei synth. E proprio i suoni sintetici donano alle atmosfere un registro particolarmente moderno. Da non sottovalutare anche la scelta di privilegiare una scrittura in italiano, aspetto importante, se non altro perché è noto quanto sia difficile inserire liriche nostrane nelle strutture rock. Ma forse è proprio quello il bello, la sfida da affrontare e da vincere. Se i Digit ci riescano o no è da vedere, ma di sicuro gli fa onore la decisione di sbilanciarsi provando a cimentarsi in un genere non certo agevole come il rock.

L’EP contiene dunque sei composizione inedite. Sono tracce brevi in quanto a durata, concise ed essenziali nella struttura, anche se arrangiate a dovere e con la giusta dose di elettricità. Ad aprire la raccolta c’è Farfalle su Budapest. Si tratta di una canzone dal piglio molto incisivo, grazie a ritmi sostenuti e ad un groove niente male. Fin dai primi versi emerge un cantato decisamente stiloso, a suo agio sui toni alti. Nel finale si contempla un crescendo d’intensità intrigante grazie a dei fraseggi accattivanti di chitarra uniti a potenti sferzate elettroniche. Si passa poi a Re di picche, un brano acceso e fulmineo, un po’ sulla falsariga del precedente anche se non del tutto convincente sul piano dello sviluppo. Il circo C’est la Vie punta invece su melodie più godibili, avvalendosi di un sound brit fatto di riff dal sapore post punk e da un approccio maggiormente pop. La quarta composizione in scaletta s’intitola invece Camaleontica. Qui si avverte un ritorno ad atmosfere più spigolose e su arrangiamenti meno prevedibili del solito. Si arriva quindi a Ricordo, caratterizzata da un’intro carica di sintetizzatori coperti poi dalle incessanti progressioni elettriche che, durante il pezzo, sfiorano addirittura il funky. Convince poco il testo, non tanto per la tematica affrontata, quanto per l’uso di alcune espressioni obsolete e in parte banali. A chiudere il tutto c’è poi Bestie. E’ un brano dotato di una solida base musicale e di un registro abbastanza tirato, anche se poteva essere arrangiato in modo migliore. Come? Cercando ad esempio di dilatare ancor di più le componenti strumentali. Dai venti minuti complessivi del disco si percepisce una buona preparazione da parte del gruppo. Ci sono idee interessanti, ma ci sono anche ampi margini di miglioramento. In ogni caso, per essere una produzione d’esordio non ci si può lamentare. Tuttavia, per riuscire ad affermarsi su scala nazionale, bisogna lavorare ancora tanto. Per fortuna l’entusiasmo e i mezzi non mancano. E con il tempo i Digit riusciranno a conquistare la giusta maturità che potrebbe permettergli di confezionare dei bei dischi. Ora però è il momento di continuare a suonare per affinare il proprio stile, cercando di perfezionarlo e di renderlo unico, riuscendo quindi a distinguersi da altre realtà più conosciute.
- CAFFE' NEWS


Rock ed elettronica, fra Placebo e Subsonica, per il promettente EP d'esordio del quartetto ferrarese composto da Luca Rizzo (voce e synth), Tommaso Stabellini (chitarre), Michelangelo Gandini (basso) ed Alessandro Grossi (batteria). Le sei tracce sono cantate in italiano con un pizzico di inglese che dà quel tocco di piacevole internazionalità. I racconti circensi de "Il circo C'est la Vie" rappresentano il primo singolo estratto, e soltanto la punta dell'iceberg di un lavoro godibile e ricco di sfumature. I Digit non inventano nulla, ma assorbono come spugne importanti spunti di derivazione indie pop, in particolare da formazioni inglesi quali Kaiser Chiefs o Late Of The Pier, per generare tracce che sostanzialmente inducono a farsi programmare nei migliori dj set alternativi. Ma la band di Samuel e Boosta resta senz'altro il punto di riferimento più evidente. Gustiamo questi spiragli ed attendiamoli al traguardo del primo album, sperando di imbatterci in piacevoli conferme (Claudio Lancia) - ONDA ROCK


Piccoli Subsonica crescono. La qual cosa non vuol essere necessariamente una critica: cioè, da qualche parte bisogna pur cominciare. L’impatto iniziale di ‘Bestie’ è di diretta discendenza della ditta Max Casacci & Soci, e la stessa sensazione si ripete per ‘Camaleontica’ (ma anche per ‘Re Di Picche’ e per ‘Farfalle Su Budapest’). A fare da filo conduttore è il senso del ritmo, che si sviluppa in sei canzoni trascinanti e ballabili per quanto lineari nei suoni e disciplinate negli arrangiamenti, in cui rock ed elettronica convivono in maniera pacifica e integrata. Il senso della melodia, poi, è abbastanza internazionale (The Killers?), quantunque lo stile del cantante Luca Rizzo riprenda con tutta evidenza quello di Samuel. Comunque si tratta della prima uscita ufficiale. Se in futuro il quartetto ferrarese saprà tenersi al livello delle sue migliori canzoni (il martellante singolo ‘Il Circo C’Est La Vie’, le suggestive interpolazioni ritmiche di ‘Camaleontica’, le cadenze incalzanti e muscolose di ‘Bestie’), cercando di aumentare il grado di personalizzazione e identità distintiva, avremo un altro gruppo italiano da classifica, da esportare e di cui andare fieri.
(Flavio Ignelzi) - SALAD.DAYS


Discography

- EP RELEASE "DIGIT" (SKPMZ LABEL) FEBBRAIO 2012
- "A BERLINO VA BENE" COVER GARBO (1981) APRILE 2012

Photos

Bio

I Digit nascono a Ferrara nel 2011 proponendosi sulla scena con sonorità in bilico tra suggestioni rock ed elettronica, ispirate da band come Killers, Wombats, Subsonica e Planet Funk. Apprezzati da un pubblico sempre più numeroso per la qualità e l'energia delle loro esibizioni live, i Digit riescono ad esprimere una notevole personalità artistica grazie ad songwriting in cui melodia, ricercatezza e sperimentazione timbrica la fanno da padrone.