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Feeling a bit camera shy

Bio

Il lavoro di Sara Romano, autrice, cantante e chitarrista del gruppo Duin, si articola, attraverso la convinzione che l’utilizzo di nuovi linguaggi come veicolo di pensieri e riflessioni sui modi di vivere dell’era moderna, che sclerotizzano l’essere umano a comportamenti e modalità che non gli appartengono, sia una possibile risposta o comunque un’ipotesi di cambiamento che porti a considerare diversamente il concetto di identità o di diverso. L’utilizzo di una lingua appartenente all’immaginifico - ad un regno quindi considerato impossibile se non nelle migliori aspettative di un bambino in alternativa alla realtà, un po’ troppo dura e accessibile - l’elfico, lingua del regno degli alberi e della magia, con sonorità che si rifanno alla musica irlandese e alle impressioni della musica etno-folk, invase sporadicamente da influenze jazz e blues, vuole spalancare le porte a dei concetti preposti ad un linguaggio che tecnicamente non esiste ma che parla e emoziona quanto gli alberi e la natura - la wilderness - parlano ed emozionano gli occhi degli uomini. E’ un linguaggio che si serve di sonorità estranee per far vedere quanto una cattiva gestione delle risorse, dell’economia e della vita del mondo, ha fatto dimenticare.
L’elfico, lingua profusa dalla fantasia di Tolkien o realmente esistita in un mondo più antico del nostro, con le sue sonorità dolci e antiche coinvolge e si diluisce in visioni musicali che evocano territori fantastici abitati da saggezze ancestrali. In questo orizzonte, abitato da canti sul tempo e inni alle dame bianche (figure bretoni che richiamano le donne di fora siciliane), si articola il lavoro del gruppo Duin, fiume, dal Silmaril, (lingua elfica della III era).
La scelta dell’uso del dialetto siciliano per alcuni pezzi si attua nel tentativo di creare un ponte tra i due mondi, il nostro e quello degli elfi, servendosi degli effetti sonori delle due lingue. Viene richiamata l’attenzione su determinate tematiche sociali come l’omertà - ormai considerata una pratica culturale – e si ricalcano temi tradizionali e sonorità proprie della ninna nanna.
Sara Romano si serve della collaborazione di strumenti in parte tradizionali, cioè legati ad tradizione di carattere popolare, come percussioni siciliane e pugliesi, cornamuse irlandesi e marranzano; e in parte moderni, o comunemente considerati tali perché largamente utilizzati, come pianoforte, basso acustico ed elettrico, chitarra classica e acustica, violino, etc.