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San Valentino, non c’è giorno migliore per celebrare l’amore e sudare lacrime infuocate.
Così Gli Sportivi proprio in questa data speciale escono con il loro EP “Crazy Love Collection”.
Dopo l’affondo garage-rock di “Black Sheep“, la two-men band ritorna con 5 nuove tracce dallo stesso appeal muscolare ed energico, pezzi esplosivi che celebrano l’amore, non quello posticcio e stipato nelle scatole di cioccolatini, bensì quello reale, fatto di notti insonni, sesso, sudore, lacrime e sangue.
Un live in studio con pochi orpelli , registrato in presa diretta, “Crazy Love Collection” è fatto per trasmettere le emozioni dell’amore in maniera diretta e intensa.
- musiclike


San Valentino, non c’è giorno migliore per celebrare l’amore. E così Gli Sportivi proprio in questa data speciale escono con il loro EP ‘Crazy Love Collection’, 5 pezzi esplosivi che celebrano l’amore, ma non quello di plastica fatto di fiori e cioccolatini con la scatola a forma di cuore, bensì quello reale, fatto di notti insonni, sesso, sudore, lacrime e sangue. Un E.P. infuocato, registrato in presa diretta, un live in studio con pochi fronzoli, fatto per trasmettere direttamente le emozioni dell’amore come non le avete mai vissute. Non c’è spazio per il miele e le smancerie, qui viene sbatutto tutto in faccia. Una dichiarazione d’amore che farà sudare le casse del vostro stereo nel giorno degli innamorati.
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GLI SPORTIVI
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Quando ho letto la tracklist di “Black sheep” ho pensato che potesse formare un periodo intero (per quanto, lo ammetto, un po' sconclusionato) “Gimme your hand baby, I'm a cop. The black cat goes back talking about I'm going to Mexico. How dows it feel commit suicide?”.

A parte i miei deliri, un immaginario vero esiste dietro il disco de Gli Sportivi, “cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera”. Un EP intriso anche di musica che non si arrende, ma lotta, suda, impreca e spera, il rock'n'blues di batteria, chitarra e voce, sporco ma non lo-fi, aggressivo ma non-violento, con un ritorno alla purezza del rock che affonda le sue radici nella musica nera d'oltreoceano.
Dal rock'n'roll di “Gimme gimme your hand” e “Talking about”, fascinose canzoni dove la percussioni negre si fanno martellanti, alle suggestioni da cinematic music di “I'm a cop”, vicina a quelle interpretazioni delle colonne sonore poliziesche affrontate dai Calibro 35, passando per la rarefatta “Black cat”, completata dai riff di chitarra alla Greg Dulli, questi brani si trascinano nelle prime due decadi di musica elettrificata, ma poi, sul finale, cambiano faccia, si ammorbidiscono prima con l'anima inglese di “How does it feel” e concludono con la sporchissima, quasi proto-grunge, “Committ suicide”.

Non c'è solo proto-grunge, ma anche post-grunge, perché su “Black sheep” aleggia il lato oscuro di personaggi come Mark Lanegan, senza dimenticare gli esperimenti più recenti di coppie chitarra-batteria che hanno dimostrato come l'essenzialità dei due strumenti alla base della nascita del rock'n'roll sia più che sufficiente per creare fascinazioni sonore: i Black Keys, i White Stripes e perché no, i nostrani Bud Spencer Blues Explosion (sebbene, bisogna dirlo, Gli Sportivi siano molto meno patinati). Curiosissimo l'art-work del disco, dove un pugile su un ring manda K.O. l'arbitro con un bel gancio. “Black sheep” è tutto un tiro, proprio come quel pugno: deciso, in pieno viso.
- Rockit


Riecco Gli Sportivi, duo di scapestrati figli del rock’n'roll che tornano a farsi sentire con questo singoletto in vinile rosso fiammante dopo l’ep d’esordio di due anni fa (recensito da queste parti). Parlando di quel lavoro (tra l’altro una delle mie prime recensioni per Black Milk… nostalgia canaglia, come passa il tempo e via dicendo) ci si era soffermati sulla destrezza dei ragazzi nel ripresentare un veloce garage’n’ roll figlio del ventennio ’50-’60, reinterpretato e ri-attualizzato con la sensibilità delle band odierne. Non cambia la sostanza in questi due nuovi brani, anche se l’accento si sposta un pochino verso sonorità blues amfetaminiche vicine a certe cose degli ultimi Black Keys.

C’è sempre un sanissimo approccio “raw” e scassone (ad esempio nell’esplosione del refrain in “Go Back”, realmente esaltante) che fa da contraltare alle melodie catchy architettate dalla band, la quale da l’impressione di sapersi e volersi divertire, e c’è da credere che nei live ciò succeda eccome. Per concludere, sempre di Black si tratta, ma a sto giro un po’ meno “Lips” e un po’ più “Keys”, se mi perdonate lo stupidissimo gioco di parole. Comunque sempre un bel sentire, confermando Gli Sportivi come una delle nostre più promettenti realtà in ambito garage blues/punk.

Ora però è venuto il momento di giocarsela con un disco vero e proprio, eh ragazzi? - Black Milk Magazine


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.

Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.

“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.

A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.

A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - RadioNation


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Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.

Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.

“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.


A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.

A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - RockOn


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere. Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.


‘Black Sheep’, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano. A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.


A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - Salad.Days Magazine


“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.
A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.
- Hate TV


“I love rock'n'roll” è il brano reso celebre da Joan Jett e, in tempi più recenti, da Britney Spears. Niente di più semplice e perfetto per dare anche il nome alle nuove serate del New Age dedicate al mondo rock’n’roll. Una musica scatenata e scanzonata, quello dei nostri giorni, che attinge a piene mani dal repertorio beat e della musica a stelle e strisce. Nel caso degli acclamatissimi Mojomatics tutto si tinge progressivamente anche di country. Il New Age di Roncade stasera è all'insegna di strumenti vintage, note blues e spirito rigorosamente indipendente. I Mojomatics (foto grande) sono Davide Zolli e Matteo Bordin, rispettivamente di Mirano e Montebelluna. Esponenti local della scena rock, acclamatissimi anche all'estero. Nati a Venezia nel 2003 nella loro carriera quasi decennale hanno suonato al fianco di band come Jon Spencer Blues Explosion, The (International) Noise Conspiracy, Black Lips, Arctic Monkeys, Gogol Bordello. Nel 2004 il loro album di debutto: “A Sweet Mama Gonna Hoodoo Me”, sedici brani di blues, post punk e fulminee armonie pop. Con il successivo “Songs For Faraway Lovers” partono alla ricerca delle radici del blues e del folk americano. Nel 2008 esce il loro terzo album: “Don’t Pretend That You Know Me” per la Ghost Records, con distribuzione in tutta Europa, e USA. Quest'anno è la volta del loro quarto album “You Are The Reason For My Troubles”. Per l'appuntamento di questa sera avranno dei supporters d'eccezione: Gli Sportivi, un'altra coppia al fulmicotone. «Il nostro live vuole risvegliare i giovani cercando di tuonare nel loro cervello come delle granate e svegliarli dal torpore degli schemi precostitiuita dai modelli televisivi». Un manifesto programmatico da non sottovalutare, quello di Nicola Zanetti (batteria) e Lorenzo Petri (voce e chitarra). Proprio in questi giorni è stato ufficializzata l'uscita dell'album degli sportivi Black Sheep per il 6 novembre con la Flue Records. Nel frattempo, dal vivo i “ragazzacci” proporranno il primo singolo estratto “Gimme Gimme Your Hand”. Nella prima parte della serata spazio alla musica live, subito a seguire si andrà avanti fino a notte fonda con i dj-set: sempre rigorosamente all'insegna del rock’n’roll.(m.m.)
- La Tribuna Di Treviso


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.

Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.

“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.

A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.

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Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere. Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare. Black Sheep, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano. Per guardare il trailer cliccate qui.
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The 6 of november "Black Sheep" the new GLI SPORTIVI album will be released, produced by FLUE records and supported by Lobster, stay tuned. - Lobster Apparel


In uscita il 6 Novembre 2012...

Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.

Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.

“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.

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GLI SPORTIVI
Il 6 Novembre esce "Black Sheep".

GUARDA IL TRAILER DI "BLACK SHEEP":
http://www.youtube.com/watch?v=6wR8p0ga9Gk

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Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l'esistenza e afferrarne le parti più intense, all'insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l'amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c'è ancora qualcosa per cui lottare.

"Black Sheep", disco d'esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock'n'roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell'attenzione delle grandi platee d'oltreoceano.

A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d'amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad "un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda".

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Il 6 Novembre 2012 esce “Black Sheep”.

GUARDA IL TRAILER DI “BLACK SHEEP”:
http://www.youtube.com/watch?v=6wR8p0ga9Gk

Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.

Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.

“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.

A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.

A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - 06live


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. “Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.

A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. - Let Love Grow


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.
Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera.
Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.
“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola.
I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano.
A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono.
Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino.
Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.
A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - Oubliette Magazine


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere. Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare. “Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi platee d’oltreoceano. A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire, confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”. A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza. - Musicletter


Il vento fresco degli ultimi giorni di ottobre, il rispolvero dei maglioni pesanti dall’armadio, il ridondare di passi pesanti sull’asfalto quando la luce che accompagna le giornate si fa sempre più breve e parsimoniosa: insieme di fattori che si amalgamano e si accordano armoniosamente con il sound vintage rock’n’roll che esplode da Black Sheep firmato da Gli Sportivi.
Autunno e rock’n’roll. Non che ci sia bisogno di una stagione specifica quando si parla di rock’n’roll! Soprattutto del rock’n’roll autentico, di quello viscerale, di pancia e di chitarra. Vintage, appunto, come quello del duo formato da Lorenzo Petri, voce e chitarra, e Nicola Zanetti, batteria.
Black Sheep, la pecora nera, è il loro album di esordio in uscita il 6 novembre per la Flue Records.
Ascoltandolo percepiamo l’autenticità con cui è stato ideato e registrato: giri di chitarra blues accompagnati da una voce malinconicamente graffiante. Un rimando all’essenzialità dei White Stripes di Jack White e alla carica degli Arctic Monkeys, se proprio dobbiamo trovare delle assonanze.
“Sorry señorita, c’mon let’s be friends, sorry little baby, I have a coin to spend” sono i versi che ci danno il benvunuto all’album. Il brano da cui sono tratti è Gimme gimme your hand. Un testo semplice, un’implorazione rock di amore, di compagnia e di unione gridata ad una immaginifica little baby. Il riff iniziale di chitarra è ipnotico e permane per tutto il pezzo esplodendo e fondendosi con una batteria tutt’altro che arrogante. L’assolo di chitarra sul finale, orlato dal controcanto, crea un’atmosfera sensualmente cupa. Seventies .
I’m a cop, il secondo brano: ritmo e costruzione delle strofe quasi fosse una filastrocca, di quelle che ti entrano in testa e che ti ritrovi a canticchiare per giorni, involontariamente ed inaspettatamente. Mnemonica.
You wanna go back, un testo nudo, crudo che dipinge una realtà contemporanea tristemente condivisibile in cui la tv si trasforma negli occhi attraverso i quali guardare il mondo e la nostra vita diventa quella di un burattino che spende soldi in cose delle quali non c’è bisogno. I suoni calcano ed accompagnano in modo altrettanto essenziale e diretto. Attuale.
Piena, potente ed avvolgente è l’introduzione di I’m going to Mexico in cui corde, bacchette, casse e voci creano vortici penetranti e coinvolgenti. La testa si muove a tempo, le gambe la seguono: è inevitabile.
Il disco si chiude con un po’ di distorsioni grunge: Commit Suicide. Cupa, oscura e graffiante. Kurt Cobain a tratti. Un modo netto e deciso di terminare l’album.
Stomaco e chitarre vintage. Un disco old style, registrato senza fronzoli ed abbellimenti digitali. Un disco che non teme affatto di essere spazzato via dal primo vento freddo dell’inverno.
Come diceva qualcuno, it’s only rock’n’roll (but i like it). - Losthighways


Stream Out Gli Sportivi Musica Osteria "La Rivoltella"
Venerdì 16 Novembre
@ Centro Sociale Rivolta
Via Fratelli Bandiera 45, Marghera (Venezia)



Osteria "La Rivoltella" & Sherwood.it presentano:

Gli Sportivi

Presentazione del nuovo disco "Black Sheep"



Ore 19.30

Stream Out#7 > Gli Sportivi: Black Sheep

"Stream out", il format di Sherwood.it cambia location. L'occasione è l'uscita (il 6 novembre) di “Black Sheep”, disco d’esordio de Gli Sportivi.

Il duo veneto ci presenterà il nuovo disco.

Conduce: Momo

La trasmissione è aperta al pubblico e live video streaming su sherwood.it - Sherwood.it


E’ uscito il 6 novembre Black Sheep, il disco d’esordio di Lorenzo Petri e Nicola Zanetti in arte Gli Sportivi. Il full-length Black Sheep raccoglie brani che pulsano rock-blues in ogni singola nota a partire dalle rabbiose chitarre fino alla batteria. Un rock ‘n’ roll dal sound degli anni ’70 di cui potete gustarvi un’anteprima guardando il trailer al seguente link. Di seguito trovate le prime date del tour e per saperne di più su Gli Sportivi potete visitare il sito web ufficiale della band a questo link. - RockGarage


Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono la risposta migliore alla musica da cameretta, tutta
chitarre acustiche e tristezza. Non che i due, rispettivamente chitarra elettrica-voce e
batteria, abbiano qualcosa con chi decide di rinchiudersi nella propria stanza e piangere.
Piuttosto, di fronte ad un mondo brulicante superficialità, decidono di affrontare la vita con
quella forza agonistica che sembra iscritta nel loro nome. Gli Sportivi, cioè gente che non
si arrende, ma lotta, suda, impreca, spera. Per inseguire l’esistenza e afferrarne le parti
più intense, all’insegna di una manciata di canzoni rock-blues palpitanti, dove le chitarre
strepitano tutta la rabbia e l’amore possibili e la batteria colpisce la pelle per provare a
capire se c’è ancora qualcosa per cui lottare.
“Black Sheep”, disco d’esordio registrato rigorosamente in analogico, presenta in pieno
stato di forma una band che ha già saputo infiammare il pubblico di tanti club in lungo e
in largo per la Penisola. I brani hanno tanto la soulness rabbiosa di Greg Dulli quanto il
tiro malefico di Jack White, e affiancano quel recupero della radici blues del rock’n’roll
che negli ultimi anni ha riportato il sound dei Settanta al centro dell’attenzione delle grandi
platee d’oltreoceano.
A tutto ciò Gli Sportivi aggiungono testi che ritraggono come nitide fotografie alcune
situazioni-tipo del nostro tempo, fra storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali
ed altre di emarginazione che via via sfociano nel più completo abbandono. Perché per
Gli Sportivi è importante cantare la rabbia, la disillusione, ma anche la voglia di risalire,
confrontarsi con la vita ed impossessarsi del proprio destino. Sono questi difatti gli unici
modi per trovare un antidoto ad “un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e
tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, un rovesciamento dei valori che
fomenta la rabbia. Un mondo dove seguire i propri sogni e desideri diventa una follia. Un
mondo dove lo scopo ultimo della vita non è più quello di costruire un futuro, ma quello di
resistere, di adattarsi e di non sprofondare nello squallore che ci circonda”.
A questo squallore Gli Sportivi reagiscono con un disco di vibrante bellezza.


Solo per una settimana: tutto il disco in free download! - Rockit


Al primo turno di ascolto la sensazione è che a dominare gli otto brani di Black Sheep è il ritmo, il mantenere alta la frequenza dei battiti come quelli di un pugile a saltellare sul ring a smarcare colpi. L’andatura volge spesso il sentire verso le sonorità del rock contemporaneo come quello dei White Stripes senza mai abbandonare il richiamo del tanto amato blues d’annata.

Nonostante questi segni preponderanti, come vedremo, ci sono anche variazioni sul tema che evitano il rischio di uniformità e appiattimento musicale dell’album.
Gli Sportivi nascono in provincia di Venezia e il loro nome è legato agli sfottò subiti dai curiosi che li osservavano arrancare durante le loro corse per smaltire la sedentarietà, e forse per prepararsi alla foga necessaria nei concerti.
Originariamente erano in tre e dopo la chiusura del primo gruppo e la perdita del bassista sono rimasti una coppia: Lorenzo Petri (chitarra e voce) e Nicola Zanetti (batteria). Black Sheep è il loro esordio.

A proposito di nomi il titolo del disco (Pecora Nera) sembra derivare dalle storie di <<persone un po’ disadattate>>, forse come lo siamo tutti, un po’ pecora nera che <<spendi il tuo denaro per qualcosa di cui non hai bisogno>>, recita un verso di Go Back la quarta traccia. Un brano che meglio chiarisce il senso di quelle cadenze pressanti di cui parlavamo all’inizio e che non lasciano scampo, soprattutto quando il ritmo si acquieta con quei colpi di batteria in primo piano e che annunciano le esplosioni – anche vocali – successive.
Così come accade, sia pur con meno velocità, con il battito della chitarra e la batteria armonica della canzone introduttiva Gimme Gimme Your Hand che richiama una señorita ad essere amici, a non renderlo triste.
Black Cat un lungo ossessivo accordo di chitarra si addolcisce a tratti grazie al canto, con uno spunto strepitoso in chiusura, riconduce alla tradizione rock-blues e alle tonalità analogiche che dipingono questo esordio.
La canzone più fuori schema è How Does It Feel, ma esemplificativa che parte senza amplificazione e con echi dylaniani per poi aprirsi ai suoni di un pop-rock ampio, ecumenico con chitarre leggere, la ritmica docile ai cori e dove sembra udire alcune tracce degli ultimi Coldplay.
Il grunge e i Nirvana, molto ascoltati dai nostri, li ritroviamo nella conclusiva e lunga (oltre sei minuti) Commit Suicide dove non mancano digressioni psichedeliche come il lungo e disturbante sibilo finale.
E prima di chiudere continuo a non capire fino in fondo la scelta di non cantare in italiano. Non sarebbe stato facile ma vuoi mettere l’effetto che avrebbe fatto su Go Back.
Non vi curate di noi e ascoltate! - Mentinfuga


Al primo turno di ascolto la sensazione è che a dominare gli otto brani di Black Sheep è il ritmo, il mantenere alta la frequenza dei battiti come quelli di un pugile a saltellare sul ring a smarcare colpi. L’andatura volge spesso il sentire verso le sonorità del rock contemporaneo come quello dei White Stripes senza mai abbandonare il richiamo del tanto amato blues d’annata.

Nonostante questi segni preponderanti, come vedremo, ci sono anche variazioni sul tema che evitano il rischio di uniformità e appiattimento musicale dell’album.
Gli Sportivi nascono in provincia di Venezia e il loro nome è legato agli sfottò subiti dai curiosi che li osservavano arrancare durante le loro corse per smaltire la sedentarietà, e forse per prepararsi alla foga necessaria nei concerti.
Originariamente erano in tre e dopo la chiusura del primo gruppo e la perdita del bassista sono rimasti una coppia: Lorenzo Petri (chitarra e voce) e Nicola Zanetti (batteria). Black Sheep è il loro esordio.

A proposito di nomi il titolo del disco (Pecora Nera) sembra derivare dalle storie di <<persone un po’ disadattate>>, forse come lo siamo tutti, un po’ pecora nera che <<spendi il tuo denaro per qualcosa di cui non hai bisogno>>, recita un verso di Go Back la quarta traccia. Un brano che meglio chiarisce il senso di quelle cadenze pressanti di cui parlavamo all’inizio e che non lasciano scampo, soprattutto quando il ritmo si acquieta con quei colpi di batteria in primo piano e che annunciano le esplosioni – anche vocali – successive.
Così come accade, sia pur con meno velocità, con il battito della chitarra e la batteria armonica della canzone introduttiva Gimme Gimme Your Hand che richiama una señorita ad essere amici, a non renderlo triste.
Black Cat un lungo ossessivo accordo di chitarra si addolcisce a tratti grazie al canto, con uno spunto strepitoso in chiusura, riconduce alla tradizione rock-blues e alle tonalità analogiche che dipingono questo esordio.
La canzone più fuori schema è How Does It Feel, ma esemplificativa che parte senza amplificazione e con echi dylaniani per poi aprirsi ai suoni di un pop-rock ampio, ecumenico con chitarre leggere, la ritmica docile ai cori e dove sembra udire alcune tracce degli ultimi Coldplay.
Il grunge e i Nirvana, molto ascoltati dai nostri, li ritroviamo nella conclusiva e lunga (oltre sei minuti) Commit Suicide dove non mancano digressioni psichedeliche come il lungo e disturbante sibilo finale.
E prima di chiudere continuo a non capire fino in fondo la scelta di non cantare in italiano. Non sarebbe stato facile ma vuoi mettere l’effetto che avrebbe fatto su Go Back.
Non vi curate di noi e ascoltate! - Mentinfuga


Sarà stato il palco spartano, l’atmosfera raccolta e tutto il resto, ma alla fine quello che rimane è soprattutto la violenza del suono che questo duo riesce a sprigionare. “Black Sheep” è il nome del loro nuovo disco: poche parole tanta musica. La copertina dell’album è già tutto un programma, un pugile che le suona all’arbitro mandandolo inevitabilmente al tappeto. La loro musica ha lo stesso effetto.

Lorenzo Petri e Nicola Zanetti sono “Sportivi” a modo loro, praticano nuoto, ciclismo, pugilato, ma rimangono fedelissimi ai canoni del rock’n'roll. Al centro di ogni brano c’è un riff, questa è vecchia scuola. A volte è blues, a volte grunge, altre funky, il lessico è completo ma senza fronzoli. Sognatevi le divagazioni, questo non è post-rock, qui si va dritti al punto.

Questi due matti sul palco diventano star, riescono ad intrattenere anche con mezza parola o con un movimento. Perchè? Perchè semplicemente raccontano se stessi. Le loro canzoni sono specchi. Le otto tracce di “Black Sheep”, sono minipolaroid dedicate alle pecore nere che popolano la nostra contemporaneità. L’inquadratura punta su diversi episodi, immaginari ma verosimili: storie d’amore ridotte a semplici questioni sessuali, il tempo perduto in giovinezza e la voglia di riscatto, il suicidio.

In comune queste istantanee che fotografano gli inevitabili errori dell’esistenza umana hanno un suono che arriva in faccia veloce e potente, come un treno. Delle radici blues, della violenza ribelle del punk, del groove degli anni ’70, del noise e dell’energia che ci mettono abbiamo già detto, ma c’è di più.

Nel sudore e nell’adrenalina gli Sportivi hanno trovato l’attrazione fatale tra due mondi che stanno da sempre agli antipodi. Lo stile di vita “droga, sesso e rock’n'roll” si scontra con lo sport, le sue tute dai colori sgargianti, i duri allenamenti, le regole da rispettare. Sui contrasti il duo veneziano ha saputo costruire non solo il filo conduttore delle proprie canzoni, ma anche una sapiente strategia di comunicazione. Già perchè oggi la musica è sempre più un fatto di costume, un’opera omnia che si costruisce sul palco e fuori, sui social network e sui blog. Gli Sportivi hanno dimostrato in questi mesi di saper bucare lo schermo, anzi il monitor, rimbalzando nel web a ritmo costante. Ecco, detto questo, dal vivo sanno sicuramente bucare le orecchie.

Per la serie le coincidenze non sono casuali, nella stanza dietro all’osteria del Rivolta, c’è la nuova palestra: sacchi di pugilato e attrezzi vari. Lo sport ora è nostro.

Finale: “ci sarebbe anche da dire che Lorenzo monta una corda di basso sulla chitarra per avere più pacca e usa due amplificatori valvolari di cui uno da basso per avere più pacca…ma insomma: it’only rock’n'roll and I like it!“ - Expostlive


Un altro duo alla ricerca delle radici di blues e rock'n'roll, con un approccio filologico e anzi filosofico che porta Gli Sportivi, questo il loro nome, a registrare rigorosamente in analogico. Gimme Gimme Your Hand è il primo singolo estratto da Black Sheep, album di debutto di Lorenzo Petri e Nicola Zanetti, ma contrariamente al serissimo approccio sonoro, il video che accompagna la canzone e che oggi vi presentiamo contemporaneamente al canale YouTube della formazione è irresistibilmente ironico. Un racconto di inquietante morbosità illuminato dall'interpretazione depravata e sopra le righe di Elio De Limone, diretto insieme alla "vittima" Sara Barbot dal regista Francesco Marotta, che lo ha realizzato per Tunastudio. - Rolling Stone Magazine


Da un po’ di tempo in Italia si è riaffermata, complici anche due ragazzi che si chiamano Bud Spencer Blues Explosion, la voglia di sperimentare con set ridottissimi, accoppiate schizzate di chitarra e batteria che, spesso, anche per dovere di formazione, prediligono approcci rock’n'roll, punk o rockabilly. In questo caso il linguaggio scelto è il primo, una tipologia di musica che in Veneto, patria degli Sportivi, va molto, e che infatti gli sta dando ampia fama. Sono otto le tracce di Black Sheep, rapide, schizofreniche, violente, ruvide. Voglia di saturare le orecchie dell’ascoltatore con qualche sano riff hard rock che può ricordare certi Rolling Stones ma anche Iggy Pop, salvo poi riportarci alla modernità con un sound comunque patinato (registrazione analogica che non tradisce in questo senso) che rende il disco più melodico, se vogliamo.
Nessuna delle otto canzoni è particolarmente brutta, ma nessuna è particolarmente bella. Questo perché la ricerca estetica o la compostezza del songwriting non sono i fiori all’occhiello né la chiave di lettura di un disco e di una band così: la forza graffiante, il groove, la voglia di far ballare, un sound grezzo e furioso, sono queste le cose che rendono Black Sheep un ascolto imprescindibile di questa fine 2012. Non fatevelo sfuggire.
- The Webzine wordpress


Ce ne fossero di pecore nere così. L'esordio full lenght de Gli Sportivi me lo immaginavo sulla falsariga degli Offlaga Disco Pax e di tutti i gruppi da lì in avanti sorti sull'onda lunga del loro successo (non me ne vogliano Massimo Volume et similia ma sono Max Collini e compagni ad aver riportato in auge il trend del reading), ingannato da un nome che ritenevo più adatto a quel tipo di sonorità, ma i titoli in inglese mi han fatto ricredere subito e già alla prima traccia “Gimme Gimme Your Hand” si capisce che i riferimenti sono puramente rock'n'roll, aggiornando suoni anni 70 ad un immaginario che pesca anche dalla sfrontatezza del garage rock britannico.
Sarebbe un errore sbolognare queste 8 tracce come semplice e puro rock, veloce e d'impatto, il che non sarebbe neanche così male come definizione: è vero che le strutture che stanno dietro ai pezzi del duo formato da Lorenzo Petri (chitarra e voce) e Nicola Zanetti (batteria) non sono le più articolate sentite negli ultimi anni, ma il funk che si insinua in “Talking About” (a cui un basso più presente avrebbe garantito maggiore incisività) e le influenze mudhoneyiane della conclusiva “Commit Suicide” garantiscono un minimo di varietà all'album. E' facendo attenzione a ciò che si nasconde sotto la superficie scanzonata però che ci si accorge del reale valore della band, soprattutto a livello chitarristico: brani piacevoli ma tutto sommato non indimenticabili come l'opening track, “I'm A Cop” o la scheggia “Go Back” sono portati ad un livello più alto da invenzioni della 6 corde, che passano da un semplice utilizzo azzeccato del wah nella seconda traccia al reverse utilizzato con parsimonia e senza sfoggio di tecnicismi inutili, per concludere con i ritornelli tellurici dell'ultimo pezzo di questa triade. La batteria da par suo svolge ottimamente il compito, sfogando la fame d'improvvisazione nella già citata “Talking About” e mostrandosi a suo agio anche quando il ritmo rallenta, come nella tranquilla ed intensa “How Does It Feel”, dove Gli Sportivi lasciano intravedere eredità nineties fin lì ben nascoste. Qualche sbavatura c'è (la poca verve della scialba “Black Cat” in particolare), ma l'energia del duo è contagiosa e fa passare sopra ai difetti minori, soprattutto quando si sfoga in pieno nell'esplosiva “I'm Going To Mexico”, pezzo al fulmicotone granitico nel suo incedere ruvido e grezzo.
F
orse le 4 stelle del voto qui sotto sono troppe per il duo, ma 3 sarebbero state sicuramente troppe poche. A voi valutare quanto le piccole sfumature di personalità infilate in una veste rock'n'roll non originalissima contino nella vostra scala personale, io il mio parere l'ho dato e spero di vedere se questa miscela esplosiva si dimostra tale anche dal vivo.
- Stordisco.uk


Gli Sportivi, duo veneto composto da Lorenzo Petri, chitarra elettrica e voce, e Nicola Zanetti alla batteria, ci accompagnano con atmosfere rarefatte, a volte cupe, ma pur sempre energiche all’ascolto del loro primo disco. Riff di chitarra graffianti, sapientemente accompagnati dal ritmo incalzante della batteria e da una voce calda, danno alla loro musica un sound roccioso, una miscela di rock e blues in grado di sorprendere e affascinare.

Black sheep è il nome del loro disco d’esordio, interamente registrato in analogico, in uscita il 6 Novembre per la Flue Records. Pecore nere, quindi, fuori dagli schemi e con la forza di reagire e vincere le partite della vita, proprio come gli sportivi veri sanno fare. In lotta costante contro i clichè comuni, in loro si percepisce una ‘volontà di potenza’ nel recupero del passato rivisitato in chiave rock’n roll.


I testi raccontano d’amore per una little baby come nel primo brano ‘Gimme gimme your hand’ , o sfiorano temi tristemente attuali, come nel caso del quarto pezzo ‘Go back’, in cui la realtà è attraversata e parafrasata dagli occhi virtuali di uno schermo televisivo che la distorce. Il ritmo incalza con ‘Talking about’, dove assistiamo ad un progressivo innalzarsi dei toni e ad un incattivirsi della batteria. Scivola, al contrario, verso melodie tenebrose il brano posto in chiusura ‘Commit suicide’ ricco di distorsioni grunge che fanno da eco a quelle utilizzate dai Portishead. Attuali, ma con una patina vintage, riescono a trascinare il pubblico in un vortice di emozioni rock.

Non vi resta che lasciarvi scuotere dai giri di chitarra e accarezzare dalla voce graffiante de Gli Sportivi. - Radiobombay


Gli Sportivi sono un duo (chitarra-voce e batteria) trevigiano. Black Sheep è il loro album d’esordio. La loro caratteristica principale è di avere un spiccato gusto per il vintage. Suonano un hard blues-rock’n'roll imbastardito con il grunge (ovviamente). Il disco è registrato completamente in analogico. La copertina del loro disco raffigura un pugile che stende l’arbitro dell’incontro (credo) e mi ricorda alcune foto che aveva un vecchio signore appassionato di pugilato dalle mie parti.

Bando alle considerazioni di gusto estetico, l’atmosfera che si respira ascoltando le otto tracce di Black Sheep è estremamente elettrica. Niente chitarrine acustiche, niente ballatone da 8 minuti piene di parole, ma povere di sostanza. Solo rock nudo, crudo e grezzo con chitarroni ciccioni sempre al massimo del volume, wah wah quando serve (più o meno sempre) e una batteria ossessiva, che non disdegna comunque ritmi funkeggianti nei momenti più “riflessivi” (se così si può dire). I pezzi corrono via veloci e in più di un’occasione viene naturale agitare la testa e rockeggiare come sapeva farci fare i primi The White Stripes ed ora i Rival Sons (“I’m a Cop”, “I’m Going to Mexico”). Si evidenziano anche momenti più spiccatamente melodici e rilassati come la bellissima “How Does It Feel”, che riporta a certo rock classico, in salsa contemporanea come i lavori de The Gaslight Anthem.

Sebbene si tratti di pezzi composti con maestria e dalla presa immediata, non hanno però lo spessore necessario a diventare pezzi imprescindibili per ogni ascoltatore, ma dedicare qualche ascolto alla piccola banda de Gli Sportivi non sarà certo tutto tempo sprecato. Aspettiamo ora la ristampa in vinile, perchè onestamente la copertina de Gli Sportivi ci starebbe bene appesa al muro di quel signore appassionato di pugilato. - Shiver webzine


Gli Sportivi sono in due, ma ascoltando la loro musica non si direbbe affatto, data l’energia e vitalità che trasuda dai loro pezzi. Puoi sentirla gocciolare, la passione e la carica che Lorenzo Petri e Nicola Zanetti, i due membri, iniettano nei loro pezzi, creando un rock vitaminico ed energetico, particolarmente adatto per ricaricare le pile a fine giornata.

Avete presente quando il blues s’infuoca, le chitarre diventano lingue di fuoco, e la batteria dipana ritmi irresistibili? A tutto questo aggiungente una voce coinvolgente, in grado di districarsi con efficacia fra strofe languide e ritornelli furenti, in grado di rievocare l’hard rock anni settanta, ed è fatta, avrete sovente la tentazione di scuotere la testa durante l’ascolto, e vi ritroverete a vostra insaputa a praticare dell’air guitar.

“Black Sheep”, il loro primo album, uscito a novembre per la Flue Records e registrato in analogico come a sfoggiare l’attitudine vintage del gruppo, è un concentrato di rock puro, che rinvigorisce la schiera del binomio batteria/chitarra in grado di produrre ottima musica, sulla scia dei già ex White Stripes e degli italici Bud Spencer Blues Esplosion.

Il disco scorre veloce, in grad0 di coinvolgere sin dal primo ascolto, ed è una compatta ricerca di un suono carico e aggressivo, dove non mancano però pezzi più lenti e riflessivi. Cantano di questi tempi oscuri gli Sportivi, e lo fanno con la rabbia di chi non vuole scendere a compromessi, ricordandoci che la funzione sociale del rock è sempre stata la ribellione. In un mondo in cui ci si fa strada a forza di colpi bassi e tradimenti, dove il furbo riesce ed il giusto soccombe, non tutti chinano la testa per far finta di non vedere. Gli Sportivi ci invitano a ribellarci ai destini già scritti e c’invogliano a riappropriarci dei nostri sogni.

I loro live, sempre più richiesti, odorano di birra, sudore, amplificatori Fender e distorsioni, un nitido flash dell’attitudine combattiva ed energica del gruppo. Ascolto caldamente consigliato a chi crede ancora nell’autenticità del rock… - music addiction


Check it out! - REvolution


Siano lodate le two-men rock band, perché in questo primo decennio del ventunesimo secolo hanno dimostrato, con un’efficienza disarmante, che anche in due ci si può trasformare in un gruppo importante e muscoloso. Anzi, spesso l’inferiorità numerica rispetto alla classica rock band (composta da tre elementi: chitarra, basso e batteria) è compensata con un’innata potenza e una costante pazzia di fondo. Che si parli di musica rock, garage, punk o elettronica (e chi più ne ha più ne metta) i gruppi con due componenti hanno finora dimostrato una spontanea esigenza di “spaccare tutto”, come a dire “ok, siamo solo in due, ma valiamo per quattro!”. I primi nomi che mi saltano in mente? White Stripes, Black Keys (soprattutto nei primi album, quando l’esigenza di affermarsi era più pressante), Crystal Castles, DZ Deathrays, Bud Spencer Blues Explosion. E non stiamo parlando di gruppetti.
Questo preambolo mi era necessario per parlare de Gli Sportivi, che incarnano appieno lo spirito rivoluzionario-casinaro che anima le two-men band, e del loro primo album Black Sheep (nel 2010 hanno pubblicato il mini album
Gli Sportivi, composto da quattro tracce, e nel 2012 l’ep Gimme Gimme Your Hand-Go Back, canoni che troviamo anche in Black Sheep). Originari di Venezia e nati nel 2008 dalle ceneri dei The last days of Disco (gruppo garage/punk che si è autoprodotto ben tre album) Gli Sportivi propongono un garage-blues-rock elettrizzante e fresco, cantato in inglese, con chitarre fuzz a edificare un muro di suono, una base ritmica sempre pulsante e la voce spesso distorta, quasi da megafono (si ascolti I’m a cop). Il duo veneto non si limita però a seguire uno stilema prestabilito e monotematico, e nelle otto tracce spazia dal blues-rock più classico e pacato (Black Cat), ai suoni più sporchi e distorti tipici del garage (Go Back), con chitarre distorte che si lanciano a graffiare il cielo. Si sono presi persino il lusso di fare una canzone calma e melodica (How does it feel ) -che nel tipico album rock non può mai mancare- con una bella apertura di voce e chitarra acustica e un ritornello dolce e malinconico (“how does it feel to fall in love…”) che ricorda i Blur e che rimane impresso nella mente. Dopo sei pezzi di energia allo stato puro, una canzone del genere è una piacevole sorpresa. Ma a chiudere l’album e a togliere la gelatinosa patina di malinconia ci pensano le chitarre fuzz e Josh Homme-iane di Commit Suicide, in cui la voce (oltre che la tematica trattata) fa immediatamente pensare al defunto (nonché suicida) Kurt Cobain. Che riposi in pace.
In sintesi, Gli Sportivi sono un buon gruppo, molto allegro ma non stupido, giocoso ma non superficiale, capace di far ballare ma anche di riflettere. Il duo veneto dimostra sicuramente maturità artistica e mentale e un grande affiatamento (si vedano i filmini comici girati per promuovere le date dei concerti) e con questo lavoro ha creato i presupposti per un futuro molto interessante. Aspettiamo ansiosi il secondo album, che come dice sapientemente Caparezza “è sempre il più difficile nella carriera di un artista”. - musiclike


Vi ricordate i vecchi film polizieschi anni 70?? Ecco se volete ripercorrere musicalmente quelle arie Black Sheep de Gli Sportivi è il disco che fa per voi. Suoni vintage, voce saturata in microfono a condensatore e chitarre distorte pluggate in amply Fender, più votati al suono clean, il tutto per darci ritmiche Blues e Rock 'n' Roll dal sapore oldies che tanto sta tornando di moda. Gli anni 70, tempi di anticonformismo e rivolta agli stereotipi, concetti che Gli Sportivi fotografano a modo loro avendo come soggetti principali storie d'amore, emarginazione rabbia e voglia di confrontarsi con la vita e pianificando il proprio destino.

...Sorry Seniorita, con questa cordiale frase di approccio parte “Gimme Gimme Your Hand”, caratterizzata da un semplice ed amaliante riff di chitarra pastosa e calda come il velluto rosso di un club. Facile accomunare il timbro vocale e lo stile a quello di Noel Gallager dei primi Oasis ma, presto, con “I'm a Cop”, arriva la perentoria smentita. Basso tondo e rotolante con voce leggermente distorta per uno Stoner Rock moderato e dal tiro convincente che porta a “Black Cat” che, con il suo ipnotizzante main riff di chitarra, offre il meglio del Rock British Style. Un'accelerata di ritmo per “Go Back” che porta alla memoria Lenny Kravitz dei tempi di “Are You Gonna Go My Way”: sonorità ed effetto sulla voce, una bella assonza. Tutt'altra ambientazione per “Talking About” che sembra calarci nell'ambientazione dei polizieschi anni '70, alla Starsky ed Hutch, caratterizzata dalla azzeccatissima cura del suono di chitarra e da una sezione ritmica variegata e ben strutturata. Suoni slide di chitarra carica di overdrive per la mid tempo “I'm Going to Mexico”, fiera di un riff immediato e trascinante, che aiuta a seguire il percorso musicale offerto dal duetto veneziano. Altro brano targato UK per “How Does It Feel”, in 4/4 dritti di batteria e semplice giro di accordi per un risultato apprezzabile; una buona dose di basso distorto, associata ad un overdrive bello saturo ed otterremo il sound di “Commit Suicide”, altro brano d'oltre manica. L'aggiunta di una spruzzata di psichedelia, accentuata dalla ripetitività del testo, rallenta i ritmi generali fino a sancire la chiusura dell'album con prolungati fischi dovuti all'effetto Larsen degli amply.

Chiara influenza UK per i giovani veneziani Gli Sportivi che riescono a fondere il sound British con la classica impronta Blues e Rock, creando un'ottima amalgama. Un disco interessante e che non si sottrae alle aspettative degli amanti del genere che possono ritrovare tra le note offerte, un lavoro ponderato e molto caratterizzato dalla poliedrica scelta delle sonorità, pur appartenenti alla stessa sfera musicale.
- Rock rebel magazine


Forse il gelo che batteva fuori dall’Astoria o il poco parcheggio che c’è in zona San Salvario, o altri fattori misteriosi, hanno portato a non riempire la sala, eppure Gli Sportivi, per un’ora piena hanno scaldato il palco come pochi. Non a parole per intrattenere il pubblico, ma scuotendoci con una batteria devastante da far tremare tutto il palco e con Lorenzo Petri, il chitarrista, che impazzava da un riff all’altro.
Qualche accordo potente per richiamare la gente (sempre da lodare l’entrata up to you) e via verso i loro lavori. Sul palco troviamo due ragazzoni(per l’altezza) a cui piace animare il palco soltanto con la loro musica e non con aneddoti strani o del genere smielato su come hanno composto le canzoni, che certe volte però, sono temi che aiutano a legare con il pubblico.
Partono con il loro nuovo pezzo Gimme Gimme Your Hand, gran giro blues che scalda lo spettatore, intento ancora allo scongelamento del proprio corpo. Gran brano: chiunque in sala apprezza e batte i piedi.
Il duo veneto inizia a picchiare duro, il cantante e chitarrista Lorenzo Petri a suon di grappa e giri fantastici riesce a rievocare i grandi rocker e bluesman del passato, ma non solo, basta pensare allo scorso week-end che qui a Torino c’erano i due che han fatto impazzire il mondo con questi giri rock-blues vintage: The Black Keys.
Gli altri brani arrivano dal nuovo album Black Sheep uno dietro l’altro senza pause, se non per tirar giù da buoni veneti un altro po’ di grappetta per riscaldarsi.
La batteria di Nicola Zanetti è una dinamite che esplode e implode a ritmi devastanti, ma risponde molto bene anche a tempi da giri di canzoni d’amore rock’n'roll. Spesso si alza a sistemare gli arnesi del mestiere perché la sua strapotenza fisica li porta lontani di qualche metro da lui.
Interessante l’inizio dei brani: chi dei due propone segnala il motivetto del brano, l’altra metà della band risponde con un accenno di consenso e via. Il duo è di Venezia, ma forse ultrà del Padova. Divertente questo siparietto in cui il drummer invece di scandire il tempo iniziale con il classico“one, two, three…” lo sostituisce dicendo “Pà-do-va, Pà-do-va…”.
Il concerto continua senza troppi scossoni, il cambio di chitarra e l’uso del pedale Wah wah conferiscono un suono ed un effetto molto rock. Con la stessa chitarra la band degli Sportivi esegue anche la canzone di Link Wray -Rumble, presente sia in Blow che in Pulp Fiction. Il finale del concerto prende una strada diversa da quella iniziale, momento in cui la band si era distinta in grandi riff blues. Mentre i nuovi ritmi accelerati e le urla di Lorenzo Petri, fanno pensare che la band abbia più attrazioni a dei suoni garage che tendono al punk, e se abbinata ad una voce più squillante ed alta, il genere cambia ad un hardcore punk! Insomma una band che può facilmente toccare molti mondi musicali: ora che sanno di poterli possedere tutti, devono sceglierne uno.
Un concerto che comunque si è fatto apprezzare e che per un’ora ci ha fatto scordare il gelo di Torino.

Per ora knock out tecnico. - Ousidermusica


Non serviva certo il fallimento dei Superheavy di Mick Jagger e compagni a farci capire che oggi non è più tempo di Supergruppi. Bastava prendere una manciata delle migliori cose partorite negli ultimi anni: White Stripes, Crystal Castles, Beach House, Black Keys o, in Italia, Bud Spencer Blues Explosion e Mojomatics, tanto per rimanere in Veneto. Solo due musicisti per riempire un palco di suoni, per creare un sound pieno e travolgente. E anche Lorenzo Petri e Nicola Zanetti, rispettivamente chitarra e batteria de Gli Sportivi, sembrano aver appreso la lezione impartita da questi anni zero. A suo modo, il duo trevigiano ha cercato di spiegarlo con Black Sheep, il proprio album d’esordio, registrato, ovviamente in analogico, per Flue Records: un tuffo nella materia grezza del rock’n'roll, una “scazzottata” con i tanti esponenti che hanno fatto la storia della musica. Una scarica adrenalinica capace di accendere la spia dei Calibro 35 (I’m a cop, Talking About), sporcarsi di quel garage frenetico con striature grunge che non passa mai di moda e placarsi solo di fronte ad una colata hard-blues che vuole rispondere con veemenza a Dan Auerbach e Patrick Carney (Gimme Gimme Your Hand e Commit Suicide). Dietro la musica, Gli Sportivi raccontano storie di “pecore nere”, di persone che non hanno saputo e voluto assaporare i rischi della vita, storie di emarginati, di vittime della società, di chiunque non sia mai riuscito a mettere al tappeto il proprio arbitro. E poco importa se manca l’osannato tormentone, perchè l’album, ad eccezione dell’incerta ed inflazionata How Does It Fell, scorre che è un piacere, lasciando ottimi margini di miglioramento a questo piccolo, ma intrigante progetto nostrano. - Outsidermusica


Black Sheep è il disco d’esordio de Gli Sportivi, duo composto da Lorenzo Petri (chitarra elettrica-voce) e Nicola Zanetti (batteria) che riporta nei nostri stereo un po’ di rock blues vecchio stile ma suonato ai giorni nostri.

Black Sheep è un album dalle profonde sonorità anni ’70, sia per il sound in sé delle canzoni sia per la registrazione (analogica), in grado di evocare un periodo storico passato da decadi ma che ha rivoluzionato il mondo della musica ispirando intere generazioni di musicisti e cantanti in erba.

Si parte con Gimme Gimme Your Hand e già si capisce che Gli Sportivi sanno quello che fanno e soprattutto sanno quello che vogliono dire. Ci sono pezzi indiavolati (Go Back) che si alternano ad altri più tranquilli (How Does It Feel), con l’inserimento di alcune tracce più striscianti e quasi grunge come Commit Suicide, ma il risultato si mantiene estremamente gradevole per tutta la durata del disco.

Penso che il miglior complimento che si possa fare a questo disco sia di affermare che, senza leggere la scheda di presentazione, si ha davvero l’impressione di avere tra le mani un lavoro dei Seventies. Otto pezzi ben preparati e con una chiara identità sonora, per una band che vuole inserirsi in un contesto musicale in cui da fin troppo tempo non arrivavano nuovi spunti. Bentornati, Anni ’70! - rockshock


Gli Sportivi's first official video Gimme Gimme Your Hand from the album Black Sheep, 2012 Flue Records a division of Virus Srl
Buy the full album here: http://virushop.bigcartel.com/product/gli-sportivi-black-sheep
- Rockit


JUST KIDS COMPILATION #02 - PARTE 2 in FREE DOWNLOAD

TRACKLIST - parte 2
1. Kafka on the shore - Bob Dylan
2. The Charlestones - Let it all hang out
3. Alì - le nostre bocche incollate
4. TheGiornalisti - I gatti
5. Sakee Sed - Sta piovendo
6. Gli Sportivi - Gimme Gimme Your Hand
7. Ruggeri/Cassarà – Snëfellsjîkull
8. Jaspers - Bastoncino
9. Veracrash - kali maa
10. Quintorigo – Hey Joe - justkidswebzine


I due cromosomi del rock, chitarra elettrica e batteria, alla base di una operazione musicale all'insegna della riappropriazione dell'essenza del rock'n'roll. Gli Sportivi divorano, letteralmente, la strada con il loro 4/4 grezzo, più che sporco, ed instancabile. Black Sheep è quindi una catarsi, l'unico modo possibile per risalire la china. - Discheria ElRocco


Discography

Gli Sportivi EP (2010 self-released)
Gimme gimme your hand / Go back, 7" (Flue Records 2012)
Black Sheep LP (Flue Records 2012)
Crazy Love Collection EP 12" (Flue Records 2013)

Photos

Bio

Gli Sportivi, power rock’n roll duo since 2009. Influenced by the kings of r'n'r, Lorenzo Petri (guitar & vocals) and Nicola Zanetti (drums) have one goal: to push classic r’n' r toward a new dimension. Since they met they knew what they were made for: to create a “wild party” atmosphere at their shows. Inspired by John Lee Hooker, Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Elvis Presley and many more they started playing at parties in the Venice area and they soon reached the coolest clubs all over Italy. Thanks to their wild energy and growling vintage sound, in October 2010 they became part of one of the biggest booking agencies in Italy, Virus Concerti and their popularity grew even more, allowing the duo to play at many Italian Festivals. In 2012 their first single “Gimme Gimme Your Hand / Go Back”, available in a limited-edition flaming-red 7” Vinyl, became a cult collector’s item. In the same year they released their first LP “Black Sheep”; an all analog vintage sounding 8-track album mastered by Howie Weinberg (who worked with Nirvana, The White Stripes, Red Hot Chili Peppers, James Brown, Bjork, Slayer, Pantera, Ramones, Jonny Cash, etc.) out on Flue Records, a division of Virus, available on iTunes. In the following months the album gained popularity thanks to the very positive rewiews. In 2013 on Valentine’s day, they released the “Crazy Love Collection” a 5-track EP recorded as a live in studio to re-create the fuel-injected atmosphere of their shows, celebrating love in all its rawest forms. The duo uses only vintage gear to get that warm and crispy sound that brings the listener back in time. Gli Sportivi are sponsored by LOBSTER (http://www.lobsterapparel.com/supporters), a famous clothing brand and event promoter.