MIRTA
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Band Folk Acoustic

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Music

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Diverse emozioni sono condensate nel primo album di questa artista, che però seguono un loro percorso preciso. Si nota forte la volontà dell’autrice di intraprendere un viaggio narrato dalla musica, un cammino di crescita testimoniato dai testi e dalle musiche sempre mirate a ottenere un determinato effetto.

Come lei stessa dice, questo disco è stato ispirato da un viaggio in Sudamerica, un viaggio di quelli che ti fanno capire molte cose, che cambiano la tua visione del mondo. E ascoltando il disco questo è intuibile. Vi è una sensibilità maggiore, rispetto a molte altre opere prime di altri autori. E la voce di Mirta con la sua dolcezza è una piacevole novità, una voce che si fa sicuramente notare per la sua delicatezza.

Delicatezza che non va intesa come debolezza, ma anzi come grazie e leggerezza che la slanciano e fanno arrivare subito al nostro cuore le sue canzoni.

Il disco presenta alcune influenze acustiche e pop riscontrabili negli arrangiamenti degli archi o nel morbido suono acustico della chitarra di Mirta che qua e là cita Beatles e Bob Dylan ricreando suggestive atmosfere, servendosi anche di percussioni e studiati effetti elettronici.

Il disco si compone di sette tracce, caratterizzate da interessanti melodie per niente scontate, arrangiamenti curati e una scelta ottima dei musicisti a supporto del progetto.

Il primo brano è la canzone d’amore “Senza Permesso”, piacevole e dall’interessante struttura, ma si rischia di giudicare tutto il lavoro da questa canzone che è solo l’inizio del percorso descritto dall’autrice.

Subito dopo segue “Veliero” che cambia tema, descrivendo un amore in evoluzione, che si spezza per poi rifiorire o quantomeno per sperare in una rinascita. Semplici effetti contribuiscono a dare la giusta atmosfera al brano, che inoltre è caratterizzato da uso maggiore degli archi, perfettamente arrangiati, conferiscono un tappeto sonoro che sorregge alla perfezione il pezzo.

La terza canzone è “Lupo”: il tono diventa più intimo, quasi riflessivo, sostenuto da archi che cullano e trasportano lontano; tiene il ritmo un ottima sezione ritmica. Da notare un interessante uso delle percussioni che contribuiscono a creare un’atmosfera di confessione. Descrive un amore volto all’altro, chiunque esso sia è una totale disponibilità a donarsi. Canzone che tra l’altro è stata trasmessa su Rai uno.

Ci accompagna poi nel nostro “viaggio” musicale, ”Aquile di sabbia”. Lo stesso titolo rappresenta una forte metafora che si rispecchia subito nel testo. Qui non si parla più di amore (almeno non di quello fisico o spirituale) ma di vero e proprio dolore, di amore e sofferenza per chi soffre nel mondo. Lentamente quasi senza accorgercene l’autrice ci porta a cambiare punto di vista e a farci vedere le varie sfaccettature del sentimento. Brano sostenuto come in tutto il disco da ottimi archi e introdotto da un delicato pianoforte che ne indirizza la strada magistralmente.

Andando avanti vi è “Angoli”, canzone introspettiva sostenuta da una musica leggera,per niente invadente,come a sottolineare che quello che si svolge è un dialogo con la propria anima. La musica si intrufola quasi di soppiatto per accompagnare i nostri pensieri ma senza assordarci o distrarci,quasi ci consola e ci incoraggia.

La sesta traccia è “Tribù”. Adesso Mirta si rivolge al mondo, lancia un messaggio importante ricordando come non esistano razze e come sia compito di ognuno determinare la propria vita. Nonostante sia una frase spesso sentita l’autrice riesce a non farcela sentire come una frase fatta ma ridà vigore a un concetto importante e che oggi è anche troppo usurato.

Infine chiude l’album la morbida canzone “Due Lune”, in cui l’autrice tira le somme e conclude il percorso intrapreso. Arrivando all’unica risposta possibile. Durante un viaggio, molte volte conta molto più il percorso che si fa rispetto all’arrivo, la somma di queste esperienze non può essere comunicata ad altri essendo prettamente personale.

Ed è proprio questa indicibilità a farne una sensazione unica e straordinaria. Sensazione che Mirta Jacober ci ha ottimamente trasmesso, mettendoci a contatto con una parte di noi che oggi troppe volte ignoriamo.



- Andrea Pistorio


Prendiamo una bella voce, molto espressiva, mettiamole sotto delle musiche morbide eche sappiano tratteggiare con delicatezza un mondo pastello, armonico, ma non lezioso, affianchiamole un paio di SursumCorda che sono tra i nostri gruppi preferiti e che sanno come si fa musica (a proposito, hanno il disco in registrazione. Che il dio delle sale di incisione li illumini!). Misceliamo bene tutti questi elementi ed abbiamo uno di quei demo che, se non ti fanno saltare sulla sedia (ma il rischio in fondo c'è) sono pur sempre destinati a pacificarti col mondo della musica. Un futuro c'è. E Mirta fa parte di quel futuro.
«Tutto è nato dopo un lungo viaggio in Sud America tra settembre 2006 e febbraio 2007. Uno di quei viaggi con la V maiuscola, in cui parti ma non sai dove arrivi, quel che conta è andare. Dove ogni giorno è una sorpresa, attraverso gli incontri e il contatto con un mondo del tutto nuovo e vitale, meraviglioso.
Tornata, sapevo che non avrei perso quell’energia scoperta o ritrovata, non potevo più tornare indietro. E infatti, qualche giorno dopo, senza averlo deciso né pensato, mi sono messa a scrivere, di getto, per forza, nel senso che non potevo farne a meno. A casa, sul tram, camminando, o anche di notte, quando arrivava il getto. Scrivevo quello che avevo dentro, che volevo dire, che raccoglie il mio vissuto sino ad ora. Poi ho preso in mano la chitarra e quello che ho scritto sono diventate canzoni. Avevo sempre sognato di scrivere canzoni, ma era uno di quei “sogni nel cassetto”, non ci avevo neanche mai provato.
Così è nato il mio progetto, quello di realizzare un cd, per il quale sto cercando una produzione. Dopo la prima fase in cui ho lavorato da sola, scrivendo i testi e le musiche, ho contattato amici musicisti che mi hanno aiutato a fare gli arrangiamenti, oltre che aver dato preziosi consigli e incoraggiamenti».

Il risultato di queste collaborazioni è la realizzazione di un Demo, terminato lo scorso 2 luglio, che contiene sette brani: Senza Permesso, Veliero, Lupo, Aquile di sabbia, Due Lune, Angoli, Tribù. E di cui avrei potuto parlarvi molto prima se non avessi ripetutamente perso il disco! Alla terza copia del demo finalmente ho ritrovato anche le altre due. E gli ascolti si sono ripetuti in stereo per l'intero fine settimana.

Mirta fa canzoni belle, robuste, solide, ben costruite. Che parlano di amore e di rapporti tra le persone, di Milano e di altrove. Sono canzoni scritte di notte, lei dice, e forse un po' di mood notturno se lo portano dietro, ma è quello che facilita i buoni sogni. Niente di oscuro e, vale la pena di ribadirlo, perché è il rischio maggiore di questi dischi, niente di lezioso. Merito anche di accompagnamenti morbidi, ma asciutti, che non sbrodolano mai sul rigo dello zucchero aggiuntivo e che sanno scegliere quando sta meglio un pieno e quando un vuoto. I preferiti? Personalmente 'Angoli' e 'Senza permesso', ma solo per sfumature.

Vogliamo scommetterci? Le qualità ci sono, le buone compagnie anche. E c'è pure la rarità del panda di una donna che scrive e canta canzoni proprie in Italia. Doti a sufficienza perché nessuno se ne accorga per un lungo periodo. Ma insistendo, insistendo ... - Giorgio Maimone


Mirta: una scoperta che vale un tesoro






di Fabio Antonelli






Leggo dalla presentazione di questo demo scritta dalla stessa Mirta Jacober, che "tutto è nato dopo un lungo viaggio in Sud America tra settembre 2006 e febbraio 2007. Uno di quei viaggi con la V maiuscola, in cui parti ma non sai dove arrivi, quel che conta è andare. Dove ogni giorno è una sorpresa, attraverso gli incontri e il contatto con un mondo del tutto nuovo e vitale, meraviglioso".

Beh, dopo aver ascoltato questo demo penso che sarebbe il caso di trovare davvero qualcuno che producesse un suo disco e che le finanziasse nuovi viaggi in cui abbeverare la sua creatività perché i risultati di questa sua esperienza sono davvero notevoli.

E' più di due settimane che questo demo risuona nelle mie orecchie, passando dall'auto, allo stereo, al computer e non mi stanca ancora, starei giornate intere ad ascolatarlo, non perché costituisca un valido sottofondo alle attività più varie, ma perché sa riempire di sé chi si appresta ad un suo ascolto.

Prima di tutto Mirta Jacober ha una voce gradevolissima, del giusto colore, una voce che ti conquista e non ti lascia più, a me dà l'impressione di averla ascoltata da sempre come si trattasse di un'amica di vecchia data.

Ciò che più colpisce però è la maturità stilistica e compositiva dimostrata nella realizzazione di questo demo che contiene sette brani, tutti di ottima fattura, per una durata complessiva di circa 25'.

Apre l'ascolto "Senza permesso", bellissima canzone d'amore, con una musica di indicibile grazia, il rischio è di fermarsi qui, ad ascoltarla e riascolatarla come in un loop, il testo poi denota una sicurezza dei propri sentimenti notevole "Ma tu hai paura / io lo sento / è perché sono forte / e so volare come il vento? / Ma tu hai paura / io lo sento / è perché sono forte / e so tenerti dentro".


Con "Veliero" le sonorità sono più aperte, ci sono più archi e c'è anche un po' di elettronica, davvero misurata, è ancora l'amore il tema, ma è un amore che si può all'improvviso interrompere per poi riprendere in un'altra nuova storia "Sai cosa vuol dire / morire e poi rinascere / Scoprendo che dentro l'attimo / c'è il senso di una storia / Se muori vivendo / quando te ne andrai davvero / Sarà solo l'inizio / di un viaggio nel mistero".

Più riflessiva, pacata ed intimistica è "Lupo" canzone della dedizione all'altro, dell'amore sublime, dono gratuito all'altro, come recitano i versi "E ogni sole che sorgerà / E ogni notte che scenderà / Io sarò la tua casa / Sarò la tua sposa / Io saprò ardere per te / Saprò ridere con te".

"Aquile di sabbia" è magnifica sin dal suo inizio dettato dal pianoforte, poi affrancato dagli archi, è canzone di ascolto sensibile delle sofferenze del mondo, una sorta di preghiera rivolta alla propria anima perché non sia indifferente a chi soffre e invoca il nostro aiuto, intensi i versi "Porterai un saluto a chi morendo se ne va / Porterai un sorriso a chi soffrendo smetterà / E vedo angeli volare sulla terra/ soffi colorati sulle grida della guerra / Ascolterai la voce di chi ride per non piangere / Asciugherai le lacrime versate per la fretta di arrivare".

Un viaggio dentro di sé in luoghi del cuore mai frequentati, alla ricerca dei motivi di un amore che non c'è più è il tema di "Angoli" e viene affrontato ancora una volta con stile "Mi guardo dentro E trovo / tracce di te / Che voglio / trattenere / Chiederò al vento di soffiare / E suggerirmi una risposta / Chiederò al cielo di brillare / In tutte le sue stelle". Davvero splendida la musica che si chiude dolcemente con gli archi.

Non più dentro di sé ma verso il mondo in cui viviamo è rivolto lo sguardo di Mirta nella successiva "Tribù" ed è uno sguardo privo di ogni retorica, impregnato di fiducia che non è semplicemente vedere il mezzo bicchiere pieno, bensì un invito a cambiare partendo da noi stessi, da una scelta consapevole e radicale, senza chiudere più occhi ed orecchie ai richiami di una terra in grave sofferenza "E sei tu che puoi cambiare / Con un colpo la tua vita / Non è più il momento / di aspettare / Che la terra urla forte / Non stare lì a guardare / Ci chiama / a raccolta / Riesci a sentire? La voce,/ che dice / Siamo tutti collegati / La nostra casa il mondo / Tribù dal sangue misto senza distinzioni / Il male è la parte oscura della visione / Da abbattere". Non c'è però nulla di tedioso in tutto questo a partire dalla musica che si apre con il suono rassicurante di un'armonica per vedere poi archi e chitarre a farla da padroni.

La sola voce di Mirta e poi note dolci di di pianoforte ci conconducono per mano a "Due lune" brano conclusivo del disco dal carattere introspettivo, u interrogarsi dentro "Ho chiuso porte / perso occasioni / Impegnata com'ero ad inseguire / Le mie confuse accese Invadenti emozioni / Voci dentro vogliono farsi ascoltare / Voci da fuori urlan di cambiare e io non so da che parte stare".

L'ascolto è finito, ma vien subito voglia di riascoltarlo ancora e ancora e ancora all'infinito, per la grazia che ha Mirta nel cantare, per la musicalità che hanno saputo ricreare i musicisti che hanno suonato con lei (sono tutti dei Sursum Corda, una garanzia, tranne Alberto Fiori) e per quel suo esprimere in modo sincero e diretto, senza fronzoli e senza voli pindarici, ciò che le preme nel cuore.

Per questo sa arrivare dritta nell'anima dell'ascoltatore, quindi da ascoltare assolutamente.

- Fabio Antonelli


Discography

Fino ad ora ho registrato solamente un DEMO che contiene 7 brani: Senza Permesso, Veliero, Lupo, Aquile di sabbia, Due Lune, Angoli, Tribù. Lupo è stato trasmesso su Radio Rai 1, Angoli verrà trasmesso da Contatto Radio, Popolare Network in data ancora da definire.

Photos

Bio

Tutto è nato dopo un lungo viaggio in Sud America tra settembre 2006 e febbraio 2007. Uno di quei viaggi con la V maiuscola, in cui si parte ma non si sa dove si arriverà, quel che conta è l’andare. Dove ogni giorno è una sorpresa, dove accadono piccole e grandi trasformazioni attraverso gli incontri e il contatto con un mondo del tutto nuovo e vitale, meraviglioso.

Tornata, sapevo che non avrei perso quell’energia scoperta o ritrovata, non potevo più tornare indietro. E infatti, qualche giorno dopo, senza averlo deciso né pensato in anticipo, mi sono messa a scrivere, di getto, per forza, nel senso che non potevo farne a meno. A casa, sul tram, camminando, o anche di notte, quando arrivava il getto.
Scrivevo quello che avevo dentro, che volevo dire, che raccoglie il mio vissuto sino ad ora. Poi ho preso in mano la chitarra e quello che ho scritto sono diventate canzoni. Avevo sempre sognato di scrivere canzoni, ma era uno di quei “sogni nel cassetto”, non ci avevo neanche mai provato.

Così è nato il mio progetto, quello di realizzare un cd, per il quale sto cercando una produzione. Dopo la prima fase in cui ho lavorato da sola, scrivendo i testi e le musiche, ho contattato amici musicisti che mi hanno aiutato a fare gli arrangiamenti, oltre che aver dato preziosi consigli e incoraggiamenti. Il risultato di queste importantissime collaborazioni è la realizzazione di un Demo, terminato lo scorso 2 luglio, che contiene sette degli undici brani da me composti: Senza Permesso, Veliero, Lupo, Aquile di sabbia, Due Lune, Angoli, Tribù.

LA MIA FORMAZIONE IN BREVE

Laureata in Drammaturgia al Dams di Bologna, Master in Comunicazione Ambientale, le mie esperienze lavorative si sono sempre divise tra il settore artistico e quello della comunicazione e cultura.
La mia formazione artistica nasce proprio dalla musica, con sette anni di studio della chitarra classica, che risalgono alla mia infanzia e adolescenza. Verso i diciassette anni ho preso la strada della danza e del linguaggio corporeo, che ho continuato ad esplorare per dieci anni attraverso la danza contemporanea, mimo, teatro, yoga, tango e altro.
Da qualche anno ho iniziato a studiare canto, da sempre la mia passione, con il soprano Ani Balian.

L’esperienza più importante in campo teatrale è stata la tournè internazionale dello spettacolo Superguru il miracolo perfetto, di Luigi Abbondanza, rappresentato in Portogallo, Svizzera e Italia, in cui ho partecipato come attrice protagonista.

Nel campo musicale ho iniziato da una collaborazione come cantante con Alessio Lega, cantautore, vincitore del Premio Tenco.

Per il mio progetto, dopo aver terminato le registrazioni del demo, ho iniziato a dedicarmi ai LIVE. Attualmente sto facendo concerti a Milano e dintorni (Arci Cicco Simonetta, Pentesilea, Turnè, Leoncavallo e molti altri).

Il 18 dicembre 2008 hanno trasmesso la mia canzone LUPO su radioRAI 1, per la trasmissione Demo. Mentre un altro brano, ANGOLI, andrà in onda su ContattoRadio, per “Riserva Indie”, in data ancora da definire.

Ho anche composto, insieme a Saverio Gliozzi, delle ninnananne per Huggies, pubblicate sul sito www.beababy.it, dove si possono ascoltare e scaricare gratuitamente.