Peter Kernel
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Peter Kernel

Band Alternative Rock

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Oct
16
Peter Kernel @ Steinbruch

Duisburg, Not Applicable, Germany

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Aug
16
Peter Kernel @ Experience Open Air

Biasca, Not Applicable, Switzerland

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Aug
02
Peter Kernel @ Tunu Club

Münsingen (Bern), Not Applicable, Switzerland

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Music

Press


"Quartetto dalla Svizzera italiana, i Peter Kernel hanno mosso i primi passi nel 2005 quando ancora erano il chitarrista Aris, la bassista Barbara e il batterista Däwis. Nel 2007 arriva la seconda chitarra, ovvero la giovane Anita, e tutto comincia ad avere contorni più definiti. I brani nascono immediatamente da un profondo rapporto intimo che le ormai due coppie istaurano vivendo assieme, scrutando le proprie sinergie e possedendole. Giocano con le sensazioni della note con uno spirito assolutamente live.

Impronte vulcaniche devastanti, anche senza urlare, utili per purificarsi dalle scorie dei conflitti amorosi che cercano di venire fuori ma non ce la fanno. Si parte con "He's A Heartattack", una sfrecciata dominante cantata all'unisono. Questi passaggi di voci e gli strumenti che si travolgono, si aspettano, si abbracciano sembrano inscenare una danza di note che non conosce stanchezza.

Sanno esserci i Peter Kernel quando c'è da passeggiare nelle note pop come in "Shoot Back", però poi sanno dare il loro colpo d'occhio che fa la differenza aggiungendo un battito di mani, una voce che viene sparata, e lei e lui e tutti assieme. "Happy To See You" inizia ruvida, rumorosa e oscura, nera, notturna. In questa canzone mi emozionano anche i respiri, e poi le grida e il violino che viene suonato come fosse una chitarra crea la base macabra e sinuosa che spinge tutto oltre. E poi "What The Hell", una melodia portata avanti dalla voce con un blocco noise al contrattacco, che ramifica in avanti per trovare spazio al tappeto rosso che i Nostri srotolano per dare un passaggio prezioso a "Rena": giostre etniche trainate dalla potenza di un urlo che attorniato dal caos calmo della batteria si fa sempre più forte e finisce lasciandoci gioia pura e il desiderio di ricominciare da capo."

Francesca Ognibene, maggio 2008 - Il MUCCHIO


On savait que Kim Gordon et Thurston Moore de Sonic Youth avaient des gosses, mais on ne pensait pas qu'ils étaient si grands! Et qu'ils vivaient en Suisse...

Blague mise à part, c'est la première chose qui vient à l'esprit (dès "Videotapes In Dubai" ou encore "I Counted Them To Die Properly" au début) à l'écoute du formidable premier album de Peter Kernel (nom du groupe, à la base un projet de mise en son des images tournées par l'un de ses membres), "How To Perform A Funeral". Ce disque, très spontané et semblant tout droit sortit de la discographie rêvée du quatuor New Yorkais, est en tout point conforme aux règles du rock indie qui fait sens, à savoir un rock lettré mais pas pompier, une écriture sobre mais pas chiante, une musique précise mais pleine de surprises. Wt une putain de belle chanson au milieu de tout celà: "Shoot Back", déjà un petit classique d'anti-pop en ce qui me concerne.

Mais surtout, "How To Perform A Funeral" capte quatre jeunes personnes sincères et spontanées (Aris, Barbara,Däwis et Anita) , quatre artistes déjà au top de leur art et qui, malgré leurs excellentes influences, réussissent l'exploit de sublimer le genre le temps d'un disque aussi beau et triste qu'un enterrement. Il fallait que celà soit dit, car ce sont eux qui l'on fait. Magnifique.

www.myspace.com/peterkernel

François, juin 2008 - The Sad Place


"I Peter Kernel rendono memorabile – in senso stretto – la cantilena di "Videotapes in Dubai" (hello, hello, hello, how low: Anche "Smiling" rivela colazioni Cobain) e un attimo dopo a complicarsi la vita con l'ostica "I counted them to die properly". I PK affrontano diversi registri ubicati quasi tutti entro il 1983 – angoscia, punk lullabies, spigoli indie, i germogli del postrock che sarà – Simon Reynolds apprezzerebbe – uscendone con le ossa integre, non foss'altro che per la diversa po(r)tabilità dei rispettivi revival. Addirittura si riesce a scorgere il bagliore di personalità, un quid che va ben oltre il saper suonare e che condurrà a ripetuti riascolti finché non si presumerà di aver capito il senso di "How to perform a funeral", evitando di dire falsità che questi svizzeri rubano il ruolo a inesistenti analoghe band italiane. Un (7) di fiducia per quando intrigherà più di quanto faccia ora."

Enrico Veronese, maggio 2008 - BLOW UP


"It's not an american apparel adv, these two girls are from cover art for Peter Kernel's debut album, and actually They're two of this four piece band, two girls and two boys, - because Peter Kernel is a one-man Band as Jennifer Gentle or Gregor Samsa, etc, could be. Simple.

From Canada and Swiss, formerly kwown as Eva Kant (gender bAnders!), join points between early Blonde Redhead, Sonic Youth's Evol, Pixies, and maybe You might be able to weave a net to capture an idea of Their sound. New-wave, desperate noise pop Music, Boy / Girl vocals, - calmed down tones broken by schizophrenia or epilepsy (Happy to See You), sex-oriented lyrics, explicit, bodies and organs getting too old, - not exactly a Band to bet on for rainbows and unicorns.

Like, Music seems to stop as You suddenly hear Barbara asking You in a whisper 'Did you hear that?' in He's a Heartattack, sexy as a young Kim Gordon, - then it's a sonic swell taking You over, a tsunami of sickness, a walk into pain ('You don't even know what i mean' They yell).

I mean, these tracks are full of this kind of nihilist ache, chatartic and splendid, - like in Rena where a violin hypnotizes the listener and mounts a tension together with a drum and Aris' low voice, until Barbara freaks out with a crude double HEY!: that gave me the creeps!

Flies Die is like a soundtrack for a rotten relationship under discussion around a table after a sleepless night; Videotapes In Dubai is a perfect new-wave pop song with a fake start; Shoot Back is spectacular, affective chorus and makes me want to join clapping, with the similar definitive feeling of Where Is My Mind and In Expression of the Inexpressible. Smiling is a indie dancefloor track, where You can smile and puke along a guitar dizziness. What the Hell is the explosive hymn of next time You should stop feeling sorry for yourself and finally turn everyone away.
I mean, this album features several jewels to wear for.. a funeral. "

Paolo Miceli, april 2008 - KOMAKINO


Tensione che si taglia con un coltello. Schizzi di vetriolo. Momenti di calma apparente che in realtà nasconde un vulcano pronto ad esplodere. Attacchi di panico. Sprazzi di epos incalzante e nero. Frammenti di un collage che si uniscono e si confondono. Ossessioni martellanti. Ansia che monta e alla quale è impossibile sfuggire. Trasgredire, pentirsene e ancora trasgredire.

Puzzi di merda, puzzi di sesso, vai a casa, fatti una doccia. Sorridere, ballare, sorridere, sorridere, svenire e sorridere.

Voce maschile che canta. Voce femminile che parla. Voci maschile e femminile che parlano ed urlano, lancinanti. Combinazioni infinite tra una batteria ora prorompente ora nascosta, un basso ora pulsante ed ora coperto dalla chitarra, e la chitarra stessa, ora sottile e tagliente, ora robusta ed incisiva, ora dilatata e cigolante, ora dal suono più morbido ma sempre cupo. Sporadiche aggiunte di synth ad amplificare lo stato emotivo del momento. Canzoni dall'andamento sempre diverso, tra svolte improvvise e saliscendi più regolari. Armonie o disarmonie che tengono sempre altissimo il livello di emotività. Un songwriting che lascia poco spazio alla melodia, ma che non manca di aperture in questo senso, che però alle volte vengono subito stroncate, oppure sopravvivono a fatica, o ancora possono anche avere il sopravvento ma ogni tanto subiscono qualche breve interruzione.

I Bauhaus con la sezione ritmica dei Gang Of Four, o i Bloc Party che risuonano Closer dei Joy Division.

Tutto questo è l'esordio dei Peter Kernel, band proveniente dalla svizzera italiana, ma per un quarto canadese. Un lavoro in cui gli elementi comuni a dark, post punk ed indie rock sono amalgamati al meglio per vomitare addosso all'ascoltatore una valanga di crude verità legate alle più intense agitazioni interiori, che sotto un'apparenza di negatività nascondono comunque la voglia di mettersi in gioco e di vivere gli eventi che la vita presenta senza girarsi dall'altra parte.
Siamo solo ad aprile, ma un disco così merita almeno una nomination per la rivelazione dell'anno."

Voto 4,5/5

Stefano Bartolotta, 22 aprile 2008 - MUSICBOOM


Discography

Like a giant in a towel - movie and soundtrack - 2005 (CDR + DVDR)
Home recordings - 2006 (demo CDR)
The Kernel - 2006 (demo CDR)
Amavo el toco - 2006 (demo CDR)
How to perform a funeral - 2008 (debut album)

Photos

Bio

Peter Kernel is an alternative pop band from Switzerland. Founded in 2005 by Aris (guitar), Barbara (bass) and Däwis (drums), the initial idea was to give a voice to moving images. Their rehearsal room enhances the desire to evade (musically speaking), a filthy and dank attic of a fry house.

Highly influenced by experimental moviemaking of the bass player Barbara (videomaker as well), they begin to assemble tunes around the end of November 2005. These will become the soundtrack of the experimental movie LIKE A GIANT IN A TOWEL, interpreted by all three components. A twenty-minute, super8 short directed by Barbara, screened the following summer at the Locarno International Film Festival.

In January 2006 they come back from Canada (Barbara’s native country) with lots of new material, and print fifty homemade copies of the film & soundtrack, which soon sell out, that will be an input for new ideas. The outcome is a demo tagged HOME RECORDINGS, with home made tracks recorded between Winnipeg and Lugano. It’s printed in thirty copies. In April 2006 they start doing live gigs, that brings them to hit stages in Switzerland and Italy, where they get to know a duo called AMAVO, two girls from Venice. Together they put out a limited edition, of fifty copies, split cd entitled AMAVO EL TOCO.

In April 2007 the identity of Peter Kernel is completed with the arrival of the second guitarist Anita. The relationship between the four components grows intimate. To the point of influencing new ideas, later recorded during long, hot days of August 2007 at Sauna Studio, in Varano Borghi (Italy). It’s their first real release entitled HOW TO PERFORM A FUNERAL. The disc comes out the first of March 2008.