Salvatore D'Avino
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Music

The best kept secret in music

Press


Gradevole e fresco questo ep di esordio di Salvatore D’Avino, che pare un mix, stilisticamente e musicalmente parlando, tra Alex Britti e Paolo Nutini; i pezzi narrano storie semplici, di vita vissuta, soprattutto d’amore, con accenti blues.
Ad alleggerire e, nello stesso tempo, ad arricchire In Ogni Storia c’è il sassofono, molto ben suonato ed una ripresa, in chiave moderna, di svariate sonorità tratte dalla musica italiana.
Il primo pezzo, che ha lo stesso nome dell’ep, In Ogni Storia, è forse il più nutiniano, in cui un po’ di folk, un po’ di pop, un po’ di country e un po’ di blues si uniscono a dar voce in modo leggero alla nostalgia amorosa; in stile un po’ blues americano un po’ blues-rock-pop alla Britti la seconda traccia, In Fondo Dio C’è, anche nella sottile ironia che pervade il pezzo e che evoca l’ottimismo carezzevole che invade l’essere quando è felicemente innamorato; in stile pop-rock-cantautorato italiano il terzo pezzo, C’è, sorta di monologo esistenziale su ciò che si è, su ciò che si vuole, un dialogo filosofico con se stessi, con toni molto lievi; infine l’ultima traccia, Polvere, forse il pezzo più triste, è inizialmente una citazione di Battisti, soprattutto a livello di ritmo, poi si trasforma in un rock-pop all’italiana con diversi riferimenti (viene in mente, soprattutto per i cori, Marina Rei).
Il ragazzo si farà ancor di più ma ci sa già fare!

- Irene Ramponi


“In Ogni Storia” è l’album d’esordio del giovane e promettente cantautore partenopeo Salvatore D’Avino, primo lavoro della linea di produzioni dedicata alla musica pop/rock prodotta dall’etichetta Tosky Records.

Un EP composto da quattro brani gradevoli e ballabili, in cui l’autore esprime le proprie personali sensazioni di vita con divertito senso artistico. Quella di Salvatore D’Avino è una musicalità studiata meticolosamente per entrare nella mente dell’ascoltatore, e ci riesce, per merito di un groove semplice e immediato, molto attento ai particolari sonori, dove bene si esaltano i testi lucidi e diretti, sereni ed essenziali, mai banali.

In un simile contesto è di rilevante importanza la limpidezza vocale che si integra con equilibrio nei piacevoli arrangiamenti, perfetti per la sua timbrica pulita e levigata.

Ad accompagnarlo in questa personale esplorazione musicale, interpretando con sentita empatia le scelte stilistiche del cantautore napoletano, diversi ottimi strumentisti dei quali piace ricordare le puntuali ritmiche di Pietro Casadei e Stefano Marazzi e le luminose invenzioni sonore di Domenico Sanna, Gianluca Lusi e Giorgio Lovecchio (ideatore della stessa Tosky Records).

Ogni brano dell’EP racconta una propria vicenda, cantata da D’Avino con positiva allegria. Il “racconto” dell’ artista comincia dal divertito tema di “In Ogni Storia”, ornato con piacevole tepore cromatico dai disegni melodici dell’ottimo sassofonista Gianluca Lusi, cui segue la sentimentale song “In Fondo Dio C’è”.

Con gli ultimi due brani si passa ad un sound maggiormente elettrico rispetto alla prima parte, più acustica, il che delinea un certo ecletticismo musicale dell'autore. In particolare in “C’è” le chitarre distorte riescono a disegnare torniti suoni rock. Ancora un altro stile nel brano di chiusura, “Polvere”, simpatica e dinamica ballata dalle tenui venature soul.

La scelta, condivisibile, di far partire la propria carriera musicale da un EP suona come anticipazione ad un imminente album completo. L’inizio è dei più incoraggianti: quattro brani dal sapore di estate che portano un vento di freschezza nel panorama pop italiano, dove la lista di nomi emergenti (ma di rado effettivamente qualitativi) è sempre più ampia. Con “In Ogni Storia” Salvatore D’Avino dimostra di avere tutte le carte in regola per potersi ergere davvero quale valida novità in questo mare musicale dai confini meritativi ancora fin troppo sottili.

- Andrea Valiante


Quando esce un nuovo disco e, dritto dritto, finisce dentro il lettore cd del computer che rappresenta una ottima alternativa al cestino dell'immondizia utilizzato sempre più spesso dagli "indaffarati" critici musicali, ti rendi conto che, al primo ascolto, gioca un ruolo fondamentale la prima canzone. In questo contesto la timbrica vocale, lo spessore dei testi e, ancora, la presenza di suoni "commestibili" sono gli elementi decisivi che possono spronare alla navigazione fra le tracce del disco chi "ascolta per recensire" oppure, di contro, spingere quest'ultimo all'arresto seduta stante del lettore con eiezione rapida e simultaneo scivolo del disco nello scaffale del dimenticatoio.

Capita allora che, per evitare delusioni fulminanti, si manifesti forte la tentazione di sbirciare, qui e là nella rete, fra le righe già scritte sul conto dell'artista - sempre che non siano in nome e per conto. Peccato però che in quei casi, cercando di limitare i danni provocati da una spicciola "delusione d'ascolto", finisci col farti una "capa tanta" con parole che non partono mai dal medesimo approccio interpretativo.

E' così che, relativamente a Salvatore D'Avino che ha da poco pubblicato su Etichetta Tosky Record, l'EP "In Ogni Storia" capita di leggere alcune recensioni che definiscono la musica di Salvatore un mix fra quella di Alex Britti e Paolo Nutini ed altre che, senza entrare nello specifico si limitano a definirlo un concentrato di gradevolezza assai giovane e fresca.

Per quanto mi riguarda, non amando ricondurre il modo di cantare di un artista a quello di altri, posso dire che l'EP di inediti di Salvatore D'Avino, rappresenta una piacevole scoperta che si ispira all'amore e alla "filosofia del vivere di questo mondo" tenendo ben in mente il valore ed il senso della melodia. Approccio che, dal punto di vista stilistico, ha prodotto 13 minuti di musica dal forte sapore pop con interessanti accenti blues.

Ottimi i musicisti che hanno suonato nel disco: da Stefano Marazzi (Drums), Pietro Casadei (Bass) a Gianluca Lusi (Sax), Giorgio Lovecchio e Roberto Ugolini (Guitars).

Queste le tracce di "In Ogni Storia": 1 - In Ogni Storia / 2 - In fondo Dio C'è / 3 - C'è / 4 - Polvere

- Giovanni Pirri


Discography

2010: pubblica l'EP "In ogni sotria"

Photos

Feeling a bit camera shy

Bio

Cantautore innamorato.
La malinconia del blues, la frenesia del rock'n'roll con la velocità del pop al servizio di amori, dolori, ubriacate e filosofie.

Nei primi anni della sua carriera fa parte di una rockabilly band: i Black Margot, con la quale nel aprile del 2007 chiude l'incontro nazionale del MSAC esibendosi al palasport di Chianciano Terme (SI).

Negli anni successivi si dedica al sound design, allestisce uno studio di pre-produzione musicale e inizia a lavorare alla propria musica.

Nel maggio del 2010, partecipa al Festival di Castrocaro con il suo inedito "In ogni storia" arrivando alle fasi finali del Festival.

Nel luglio del 2010, pubblica un EP di 4 brani intitolato "In ogni storia", prodotto con la Tosky Records.

Nel settembre del 2010, il suo brano "In ogni storia" entra a far parte della compilation ufficiale del festival di Castrocaro che uscirà nel 2011.

festival di Castrocaro che uscirà nel 2011.

Nel dicembre del 2010, si esibisce al M.E.I. di Faenza.

Del suo EP hanno scritto:
Gradevole e fresco questo EP di esordio di Salvatore D’Avino, che pare un mix, stilisticamente e musicalmente parlando, tra Alex Britti e Paolo Nutini; i pezzi narrano storie semplici, di vita vissuta, soprattutto d’amore, con accenti blues. (Irene Ramponi per Sound Magazine)
Quella di Salvatore D’Avino è una musicalità studiata meticolosamente per entrare nella mente dell’ascoltatore, e ci riesce, per merito di un groove semplice e immediato, molto attento ai particolari sonori, dove bene si esaltano i testi lucidi e diretti, sereni ed essenziali, mai banali. (Andrea Valiante per romainjazz).
Posso dire che l'EP di inediti di Salvatore D'Avino, rappresenta una piacevole scoperta che si ispira all'amore e alla "filosofia del vivere di questo mondo" tenendo ben in mente il valore ed il senso della melodia. Approccio che, dal punto di vista stilistico, ha prodotto 13 minuti di musica dal forte sapore pop con interessanti accenti blues. (Giovanni Pirri per il portale Allinfo).

Nel disco hanno suonato: Stefano Marazzi (Drums), Pietro Casadei (Bass) a Gianluca Lusi (Sax), Giorgio Lovecchio e Roberto Ugolini (Guitars)