Sossio Banda
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Sossio Banda

Gravina in Puglia, Apulia, Italy | Established. Jan 01, 2009 | INDIE

Gravina in Puglia, Apulia, Italy | INDIE
Established on Jan, 2009
Band World Folk

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"Tra tradizione e rivoluzione, la Sossio Banda si racconta a Musicultura"

Dai territori dell’Alta Murgia pugliese la Sossio Banda calca il palco della XXV edizione del Musicultura Festival, animandolo con ritmi percussivi e travolgenti e melodie di grande intensità.I suoi brani di denuncia su tematiche sociali molto attuali racchiudono sempre una speranza di cambiamento e il sogno, o “sugne” - come direbbero loro -, di poter un giorno vivere in un mondo migliore, senza distinzioni ed emarginazioni. Il vostro primo album,

Sugne, composto da 11 tracce, è uscito dopo 5 anni di intensa attività. Che cosa avete messo di questo lungo periodo nel disco e perché si chiama “sogno”?

Tutta la nostra vita degli ultimi 5 anni: i concerti live, gli incontri fatti, gli scambi con musicisti provenienti da altri paesi e l’avvicendarsi, all’interno del gruppo, di vari musicisti che hanno dato il loro contributo umano e artistico a questo lavoro. Un disco non è fatto solo di parole e accordi, ma anche e soprattutto di tutto quello che si vive. Abbiamo deciso di chiamare l’album Sugne, come una delle canzone in esso contenute, un po’ perché è un brano che ci ha sempre portato fortuna, e poi perché incarna quello che è lo spirito del disco: sognare e voler combattere per vivere in un mondo migliore. Noi, nel nostro piccolo, lo facciamo con la musica; altri dovrebbero farlo a livello politico e mediatico. Se ognuno facesse il proprio lavoro e il proprio dovere, probabilmente riusciremmo a vivere in un mondo migliore.
Suonate anche all’estero: come reagiscono le persone alle musiche e ai ritmi pugliesi?

I nostri pezzi non sono basati su ritmi spudoratamente popolari. Certo, le basi sono le stesse della tamorra, ma i suoi ritmi vengono stravolti, scomposti, riarrangiati, ricercati. All’estero il nostro genere è apprezzato dal pubblico proprio perché quest’ultimo riesce a capire che c’è un’impronta tradizionale negli strumenti e nel dialetto, ma anche un’impronta di ricerca e innovazione, pur sfruttando le potenzialità e le sonorità degli strumenti tradizionali.

Muretti a secco è un album realizzato da Francesco Sossio nel 2007, uscito in allegato con il libro omonimo, attraverso cui è nata la Sossio Banda. Perché la scelta di passare da un progetto solista ad una band?

In realtà Muretti a secco non è un album vero e proprio, ma una ricerca fatta andando a fondo nelle nostre radici: una volta tornato a casa, dopo essere stato tanti anni fuori, avevo bisogno di riscoprirle. Muretti a secco è stato il punto d’inizio, perché da lì io sono ripartito. Non è un progetto musicale, non un album da solista, ma un progetto di ricerca. In allegato ci sono un libro di raccolta di testi tradizionali e un documentario storico-musicale, in cui sono presenti delle interviste a persone anziane che cantano, ma soprattutto raccontano, le loro esperienze di vita. Ci siamo divertiti a reinterpretare la tradizione in alcuni brani, e a scrivere l’inizio di nuove canzoni partendo sempre da essa. Non è un album da solista, in realtà il primo vero album della Sossio Banda è questo, perché incarna il vero spirito del gruppo qual è ora. Quello è stato il vero e proprio punto di partenza della nostra ricerca.

Quale tra le tracce presentate a Musicultura vi rappresenta meglio?

Sono tre brani molto diversi tra loro, anche se trattano di tematiche sociali. Ti risponderei tutti e tre, perché in ogni pezzo mettiamo una parte di noi, della nostra anima, quindi non riesco a privilegiarne uno rispetto ad un altro. Potrei dire “Sugne” perché è il nostro sogno e da lì si sviluppano molti altri temi, ma in reltà non ce n’è uno in particolare.

Nella prima strofa di “Schiavo senza padroni” dite: “Quella che mi comanda è la paura”. Paura di cosa?

La paura di combattere un pensiero e una mentalità che rendono le persone schiave, pur non avendo dei padroni reali. Siamo schiavi di una mentalità, di un modo di pensare, ma dobbiamo reagire a questa situazione che vede la gente rassegnata al fatto di poter andare avanti solo attraverso una raccomandazione. Non dobbiamo aver paura di parlare e di denunciare situazioni spiacevoli, per non dire criminali, e nasconderci nell’omertà. Non dobbiamo aver paura di reagire e di rimanere nella nostra terra per cercare di costruire qualcosa di buono. Questo significa essere schiavi senza padroni: un nuovo tipo di schiavitù, però ugualmente duro. - Musicultura blog


"Recensone su Mescalina"

di Giuseppe Verrini - 17 febbraio 2014

Sugne (in italiano Sogno) è il primo disco della Sossio Banda, gruppo nato dalla volontà di Francesco Sossio Sacchetti, sassofonista, autore, compositore, già membro per diversi anni della band di Enzo Avitabile, che, dopo aver realizzato un interessante album, Muretti a secco – Voci di Puglia (2007), decide di formare l’attuale gruppo, composto da altri sei musicisti, che dopo anni di intensa attività live e numerosi riconoscimenti e premi nell’area folk-world, arriva ad incidere questo primo lavoro.

L’album è composto da undici brani, tutti scritti da Francesco Sossio e arrangiati dalla band, da cui emerge il grande amore per la propria terra, la Murgia, in un lavoro ricco di richiami alle tradizioni popolari, alla terra e al mare, con musica popolare, ritmi e percussioni ma anche intense melodie. Siamo in territorio folk-world mediterraneo con spruzzi anche di rap; i testi sono tutti in dialetto, bello, ma un po’ ostico ai più; tuttavia non bisogna preoccuparsi perché nel libretto c’è la traduzione in italiano e anche in inglese. I versi rispecchiano un forte impegno sociale raccontandoci con rabbia ma a volte anche con dolcezza di guerre, ingiustizie, sfruttamenti, sofferenze, speranze, omertà, duro lavoro, inquinamento, immigrazione, e di tragedie in mare.

Il suono è molto ricco, intenso, travolgente, denso di voci e cori, c’è una vasta presenza di ospiti di diverso tipo, dal quartetto d’archi, all’orchestra, alla banda di paese, al coro di voci bianche che rendono il lavoro molto vario, ricco di diverse essenze e profumi che toccano le sponde occidentali e orientali del mediterraneo e che vanno anche oltre, tra suoni balcanici ed arabeggianti.

Grande inizio con la title track Sugne con sonorità in sospeso tra il deserto e il mare con i suoi ritmi arabeggianti e gli splendidi cori, mentre il secondo brano Murgia è un atto d’amore alla propria terra, terra che soffre per inquinamento e sfruttamento ma è anche un invito al riscatto e alla speranza, tra gran spolvero di fiati, ritmi frizzanti e movenze quasi rap.

Ci sono momenti che sembrano usciti da un disco di Goran Bregovich, come in Ammìdie (L’invidia) con la presenza di una banda di fiati, l’uso di scacciapensieri in Addòu fernèsce u Sud (Dove finisce il sud) manifesto contro la guerra, l’esplosiva Alì Alì (Olive olive) dal ritmo incalzante, tra rabbiosi fiati e una dolce fisarmonica, l’intimista La strède de sèmbe ( La strada di sempre) con un quartetto d’archi e un quasi recitato, isola tranquilla tra i vulcani di suoni degli altri brani come La sagre de le strumìnde (La sagra degli strumenti) o la Schiève senza padrune (schiavo senza padroni) scatenata e coinvolgente taranta, che trascina al ballo ed è praticamente impossibile restare fermi.

Disco “meticcio”, traboccante, complesso, moderno, un ponte tra popoli e culture molto diverse, di non sempre facile comprensione e lettura, che riserva però interessanti e ricchi momenti sia musicali che nei testi, sempre di grande impegno civile e sociale. Da segnalare che con l’acquisto di questo cd si contribuisce alla gestione della cooperativa Terre Joniche–Libera Terra che lavora i terreni confiscati ad Isola di Capo Rizzuto e Cirò e si dà sostegno alla rinascita delle terre sottratte alle mafie.f - Mescalina Musica


"Speciale Sossio Banda su Blogfoolk, dicembre 2013"

Realtà consolidata dalla world music italiana, la Sossio Banda, nel corso del suo percorso artistico ha coniugato le sonorità del Mediterraneo con la tradizione delle Murge, la loro terra di origine. Il loro nuovo album “Sugne” rappresenta il lavoro della raggiunta maturità, caratterizzandosi non solo per l’uso del dialetto, ma anche per un attenta ricerca sonora che li vede confrontarsi anche con un quartetto d’archi, un orchestra e una banda di paese.
Se nel dibattito etnomusicologico internazionale le forme contemporanee di musiche di tradizione orale hanno un ruolo centrale – in virtù non tanto dell’interesse nei confronti delle dinamiche di produzione della world music, ma piuttosto perché spesso si configurano come elementi che riflettono i processi di trasformazione più profondi e strutturali dei gruppi sociali – le forme musicali di ispirazione popolare non hanno ancora incoraggiato una corrente di studi sistematica e definita.
Credo che si possa asserire che il motivo risiede principalmente nelle forme intrinseche di queste musiche, prodotte spesso da artisti “colti” che, come nel caso di cui daremo conto in queste righe, operano entro un vasto spettro di espressioni. Musiche, cioè, che – a differenza (per fare qualche esempio fra tanti) delle forme contemporanee dei canti confraternali, delle pratiche improvvisative legate ai repertori del “Maggio”, dei “canti a distesa” o delle “pizziche” salentine, che oggi sono interpretate anche da cantori giovani – si configurano fin dalla matrice come nuove, originali. E che, in virtù di questa importante caratteristica intrinseca, non sono dissimili – sebbene a un’analisi approfondita possano emergere differenze significative – da quelle prodotte secondo “canoni” (o entro generi) generalmente non interessati da questo irriducibile contrasto (che, per semplificare, si riconduce alle opposizioni “colto/popolare”, “orale/scritto” e via di questo passo).
Un contrasto che, a ben vedere, genera un vortice infinito di interpretazioni, a dimostrazione del fatto che il procedimento di denominazione e categorizzazione per generi porta a risultati arbitrari. D’altronde la storia (piuttosto recente) della “world music” ce lo insegna: alla fine degli anni Ottanta, una volta intercettato l’interesse crescente del pubblico per le musiche “etniche”, un gruppo di discografici si riunì e decise di creare (dal nulla) una nuova categoria commerciale che potesse comprendere artisti estremamente dissimili tra loro, accomunati solo dal non produrre musica mainstream: Nusrat Fateh Ali Khan, i Musicians of the Nile, i Drummers of Burundi, i Tenores di Bitti. Ciò premesso (e lasciandoci persuadere per qualche minuto dalla comoda funzionalità delle categorie di cui sopra) non mi stupirei di trovare nel catalogo della Real World o tra le promozioni della World Music Network la Sossio Banda, una formazione pugliese (come si legge nel sito, “tra le proposte più interessanti nel panorama della World Music italiana”), le cui produzioni si inseriscono, di buon grado e con elementi originali significativi, nel vasto insieme delle musiche di ispirazione popolare. Il nuovo disco della Banda – prodotto dalla HisTricks Records – si intitola “Sugne” e racchiude una selezione di musiche composte da Francesco Sossio, sassofonista che ha collaborato a lungo con Enzo Avitabile e altri artisti della scena world internazionale, come Baba Sissoko, Cheb Khaled, Femi Kuti, Manu Dibango, Luigi Lai.

Gli altri componenti del gruppo – Loredana Savino (voce), Tommaso Colafiglio (chitarre), Giorgio Albanese (fisarmonica), Francesco Leoce (basso), Michele Marulli (batteria), Pino Basile (percussioni tradizionali) – contribuiscono, con le loro differenti formazioni, al carattere innovativo del disco, caratterizzato, in tutte le sue declinazioni, da un suono curato, arrangiamenti attenti, esecuzioni eleganti e tecnicamente impeccabili e un’atmosfera generale di dinamicità, in cui gli strumenti tradizionali (ciaramelle, tamburi a cornice e a frizione) dialogano abilmente con quelli più prorompenti, come batteria, fisarmonica, sax tenore, mandoloncello. Già al primo ascolto, Sugne si configura come un disco complesso e multiforme. La componente estemporanea della musica della Banda, e quindi l’adesione, non solo formale, a un programma di esecuzione tradizionale, ha un ruolo secondario (anche se emerge in alcuni passi fondamentali). In questo modo l’intera narrazione musicale risulta sospesa tra l’evocazione dei linguaggi popolari della Murgia (che confluiscono innanzitutto nell’uso dei codici espressivi del dialetto) e un vasto patrimonio musicale, che spazia dal jazz al folk di matrice mediterranea. - See more at: http://www.sossiobanda.it/it/stampa/speciale-sossio-banda-su-blogfoolk-dicembre-2013-recensione-e-intervista#sthash.CriU2l29.dpuf - Blogfoolk


"La musica del Mediterraneo e la sua poesia in Sugne, di Sossio Banda"

Di Marco Melillo
La musica con il suo valore universale, la sua armonia, i suoi richiami alla terra ed al mare. Ed a chi li vive, sogna, attraversa, incontrando gli sguardi parlanti della gente. E’ questa l’impressione che si può ricevere al primo ascolto di “Sugne” (Sogni), il secondo disco della Sossio Banda. Un lavoro tenace e coraggioso.
Un’opera in bilico tra le migliori tradizioni musicali del Sud Italia, e che delle stesse trasmette il valore sociale, il senso del viversi in comunità, piccole e grandi. “Sogni” contiene undici brani nati in diversi anni di attività dal vivo, anni in cui la band ha ricevuto numerosi riconoscimenti: il premio “Umbria Folk Festival” 2012 (Orvieto), il premio ANCI 2008 “Memorie e Musiche comuni”, il “premio Andrea Parodi” per la World Music italiana (2009), il “Folkontest” (2009), il “premio Andriese di Musica giovane” (2010), il premio “Innovazione e Ricerca” al “Castel Raniero Folk festival” (2010).
Il pregio di questo lavoro è quello di aver in qualche modo “rifondato” la musica popolare tradizionale, e di averle conferito una raffinatezza nuova, mantendendo però i ritmi coinvolgenti che storicamente esprime. Questa musica si presenta inoltre attraverso una gamma cromatica piuttosto estesa, che le conferisce un singolare fascino. La tensione che riesce a sviluppare infatti è notevole. Sossio Banda si avvale del carisma di 7 musicisti, e dell’esperienza del suo fondatore – Francesco Sossio – che è stato a lungo sassofonista per Enzo Avitabile. L’album comprende sia brani inediti che “riletture” di classici della tradizione popolare. “Sugne” è una produzione “histricks”, 2013. - C'è vita su Marte


Discography

Still working on that hot first release.

Photos

Bio

Sossio Banda born in 2007 and in 7 years represented Italy and Puglia in numerous national and international Festivals: Festival Sete Sis Sete Luas (Tangier, Morocco; Ceuta, Spain; Oieras, Portugal; Ponte de Sor, Portugal), Intercentique Festival of Lorient (France), Alexandrina World Music Festival (Alexandria, Egypt), FIMU (Belfort, France), Notte della Taranta (Zollino, Lecce, Italy), Folk Festival Umbria (Orvieto, Terni, Italy), Folkest (Spilimbergo, Pordenone, Italy), and many others.
Prizes and awards:
"Un certain regarde" Award - Musicultura
(2014), Umbria Folk Festival 2012 Award (Orvieto), Innovation and Research Award at Castel Raniero Folk festival (2010), Andrianese Music Award   (2010), Andrea Parodi Award for Italian World Music (2009), Folkontest (2009 ), ANCI Award Memorie e Musiche Comuni (2008)

Band Members