The Union Freego
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"Greetings from the NE (ITA)"

........Memorabile a questo proposito è l’attacco di “Something’s wrong”: “There’s something wrong in hell / there’s something wrong in hell / can’t you see it’s all fucked up?”.
Sono canzoni che non hanno sollievo quelle dei T.U.F., neanche quando dei cimbali le trapassano (“Red hot summer weekends”) o un ritmo appena più marcato le spinge (“Judo”). C’è un ghigno amaro in più di un passaggio ma soprattutto nell’inizio di “Jesus & Judah”: sono queste sfumature a distinguerle da una semplice emulazione di un suono che si potrebbe far risalire fino a Neil Young.
Pur proponendo solo quattro pezzi, i T.U.F. suonano con una precisione maniacale che traspare anche dalla cura del booklet, in formato postale, e del dischetto, in simil-vinile..... - Mescalina.it


"Live (ITA)"

.....Quando arriva il turno degli Union Freego, chi si aspetta di ascoltare un set acustico in linea con i quattro brani del mini “Greetings form the NE” rimane spiazzato da un R. che attacca “Something’s Wrong” imbracciando una chitarra elettrica.
L’inizio è confortante perché, a discapito della perdita alcune sfumature acustiche e di qualche calo di voce, le canzoni si arricchiscono di spigoli underground e di sbalzi rock già lampanti nella successiva “A Million Miles”. Ed è evidente la voglia della band di suonare insieme anche con un rock’n’roll un po’ cazzone come in “The Ancient Lullaby” che prima di terminare in un pa-pa-pa vagamente pop è smorzata da un cavo sciagurato, quasi un segno del destino che frena il divertimento dei tre.... - Mescalina.it


"Greetings from the NE #2 (ITA)"

.......E' un disco diviso a metà: prima le ballate acustiche di "Something's Wrong" e "Red Hot Summer Weekends" (che potrebbero rientrare nel file alt-country.doc), l'elettricità bagnata da un rivolo d'ennui di "Judo" e "Jesus & Judah" dall'altra. Se la cavano bene in entrambi i casi i ragazzi, con architetture scheletriche che non rinunciano alla melodia e testi a tratti surreali ("Gesù Cristo guida un'auto in direzione del nulla…"). TUF: un nome da appuntare da qualche parte. - Rockit.it


"Greetings from the NE #3 (ENG)"

And now for something completely different! The Union Freego (TUF) is a classic pop/rock band from the North-East of Italy - hence the title 'Greetings from the NE' - that plays classic indie-rock, north-american style.
We usually don't release rather obvious music genres or styles, but TUF seemed a nice twist to a somewhat linear catalogue, and after some listening we decided to go forward with it. Another recent motive for releasing this EP comes related with the band leaving electric instruments behind and focusing on acoustic ones, and also because one of the original members left the band and was replaced by a new guy.
Fans of Luna will find TUF their cup-of-tea right after the first song 'Something's Wrong'. R's vocals have that kind of bittersweet sounding that goes perfectly with the guitar and drums.
'Judo' is my favorite song. It has a delicious rhythmic section right from the start, and the lyrics are quite nice too.
There's not much more to be said: Well sung indie-rock played by alpine italians with a knack for basslines and nice guitar riffs.
18 minutes worth listening to. - Monocromatica


"Greetings from the NE #4 (SPA)"

Aunque parezca increíble, The Union Freego llegan desde Italia. También resulta sorprendente ver el net label en el que editan este ep, Test Tube. Lo primero, porque practican un indie-rock de raíz americana casi perfecto, y lo segundo, porque el excelente sello portugués se había labrado su reputación en el amplio campo de la electrónica. Claro, que si todos los caprichos 'rockeros' van a ser como éste, adelante, por favor.

El disco consta de cuatro perlas bien desarrolladas (casi cinco minutos por tema), una producción brillante pero con un punto de crudeza cuando es necesario y un logrado feeling analógico. Ayuda que, como dicen en la contraportada, el contenido haya sido grabado en directo en el estudio.
Posiblemente ya saben de que hablamos: indie-rock con toques de alt-country (Wild Oldham a la altura de 'Joya') y folk (Red House Painters). Sin embargo, saben decorar los temas con cierto deje británico cuando es necesario ('Judo'), imprimir rabia en un punto intermedio entre lo emo y lo grunge (la desgarradora 'Jesus & Judah') o dotar de magia pop a cortes de trasfondo nada alegre (Sebadoh, Pavement y el lo-fi rock en 'Something wrong' y 'Red hot summer weekends'). Todo esto y más en Test Tube. - Avantfolk


"Greetings from the NE #5 (ITA)"

olo quattro brani per assaggiare le potenzialità dei TUF, ovvero The Union Freego, quattro ragazzi di Bergamo e dintorni, di cui in qualche modo abbiamo già incrociato le strade in passato. Infatti, due componenti sono in pianta stabile nei Bogartz, mentre un terzo si è materializzato di recente nel progetto Van Cleef Continental. Tutti misteriosamente denominati da una sigla iniziale, R. (chitarra e voce), M. (basso) e L. (batteria), a cui si è unito di recente un nuovo membro, Moses, ruotano intorno al collettivo artistico del 468 recording, uno studio di registrazione, ma soprattutto una sorta di comunità artistica. Greetings from the Ne, interamente disponibile per il dowload dal sito della band, è il frutto di un paio di giorni di sessioni che sembrano fornire una fotografia di un particolare momento artistico: ci sono alcune promesse dentro queste canzoni, che francamente ci auguriamo trovino presto un seguito più corposo. Ci piacciono The Union Freego perché suonano familiari e onesti nell'esposizione delle loro radici musicali, e al tempo stesso sembrano indicare una certa maturità dei musicisti italiani nel fare proprie alcune lezioni dell'indie-rock americano di questi anni. Idealmente diviso in due tracciati sonori, Greetings from the Ne si apre sulle corde acustiche di Something's Wrong, un folk rock scheletrico attaversato da una fragilità che ricorda la generazione dei Palace brothers e di Bonnie Prince Billy, seppure con qualche accento pop più marcato. Red Hot Summer Weekends è più sbilenca e scura, varcando sentieri desertici e country rock (i TUF hanno recentemente coverizzato Please Tell my Brother dei Golden Smog). Judo apre la "facciata" elettrica con una pigra ballata rock dai contorni vagamente alternative country che sembra infine espandersi nel feroce finale di Jesus & Judah, grezzo desert-rock con sfrigolanti chitarre. - RootsHighway


Discography

Greetings from the NE, 2005
Hard Folk Lightning Sucker, 2009

Photos

Bio

Tuf (pronounced toof) is a rock-folkish band from the north of Italy, out of the cities, deep in the valleys full of cows, long vehicles, factories, houses with fences and messed up roads.