Three Pigs Trip
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Three Pigs Trip

Olbia, Sardinia, Italy | INDIE

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Band Alternative Comedy

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Music

Press


Vabe', dire che vengono subito alla mente i Tool è scontato, direi, ma solo all’inizio, anche se qua e là ci piazzano la strizzatina d’occhio che non vuole essere ruffiana ma semplicemente un dato di fatto. Poi il sapore è un qualcosa alla Kyuss e alla Unida che ti riempie la bocca come un Ferrero Rocher.

Gnam-gnam.

Brano dopo brano Merciful Bullets si rivela qualcosa di più di banali paragoni. I Three Pigs Trip hanno anche una loro identità - o così pare - e devo ammettere che sono un buon prodotto, bello roccheggiante, bello spavaldo: Come To Disappear apre il CD senza lasciare troppo scampo; e gli altri pezzi non deludono e continuano su quella linea di chitarre che grondano sia note che un bel supervocione roboante.

E bravi loro!

Di certo ti fanno venir voglia di alzare il volume, come è certo che la title track tiene alto il tiro e mi rimanda ai Trail of Dead per le percussioni (Wasted State Of Mind) ma è solo un’ombra, poi tutto torna molto più spesso e meno leccato, molto più stoner e zozzo. Summer Storm, All Be There e Bipolar Disorder si fanno ascoltare più volte. Loro sono spessi e ottima è la scelta del pezzo per il primo video, Come To Disappear, tutto animazione e mostri alati alla Devilman rivisto in chiave gargoyle.

Ma diciamo qualcosa di sensato che non siano solo deliri di cioccolatini e vecchi cartoni animati: i fanciulli buttano fuori questo nuovo debut EP di 6 canzoni 6 per Hot Steel Records, sono sardi e sanguigni e sono ufficiosamente attivi da 3 anni anche se l’assetto attuale è fresco di un annetto su per giù. Per il resto è tutta musica.

Per fortuna in giro non leggo le solite menate del “noi vogliamo/noi siamo/noi qua/noi là’”, anzi a dire il vero trovo poco materiale quindi che ben venga l’ulteriore riascolto dell’EP. Non è ciò a cui dovrebbero mirare i musicisiti? Farsi ascoltare non nel senso di sproloqui, ma di musica? Niente perdite di tempo, cose dirette, volume alto e via, dove il loro sound è a tratti psichedelia, a tratti hard rock ma sempre e sopratutto stoner, dove una cosa sfocia nell’altra senza mai restare statica e senza così dar modo di inquadrarli in un genere solo.

Forse non si grida al miracolo musicale ma, di nuovo, che palle, meglio gente che fa bene quello che sa fare delle cose sforzatamente nuove a tutti i costi (e molto spesso imbarazzanti). Io di certo un concerto dei TPT me lo vedrei eccome, quindi chi ne ha l’oppurtunità ci vada e giudichi da sé.

9 su 10 vi piaceranno.

Violet. - Hate TV link: http://www.hatetv.it/articoli_detail.php?ID=1426


Three Pigs Trip! In questo "viaggio" i simpatici maialini hanno pubblicato una meraviglia! Merciful Bullets (pallottole pietose N.D.A.) , uscito il 19 Gennaio 2010, è un ep complesso e sfaccettato. Le tracce sono sei per una mezz'ora buona di ascolto di un rock graffiante e deciso come solo lo stoner sa essere. Il sound, registrato volutamente in chiave 70's, non staziona sullo stoner, ma evolve, cambia, si dilata e si arricchisce di atmosfere tribali (grazie alle percussioni) e di elettronica che alla fine ci solleva verso un altro mondo e ci fa venire voglia di cliccare il tasto repeat all. La title track rappresenta bene il lavoro della band sarda ed è ricca di rabbia e di energia. Insomma, potranno venirvi in mente i Nickelback per la voce calda e roca del cantante, potranno venirvi in mente i Tool per le sperimentazioni e forse anche i Massive Attack nell'ultima traccia, ma questi sono i Three Pigs Trip e vi assicuro che non vi pentirete più di dare perle ai porci. Bravi ragazzi!

Lacrima. - Metal Wave - link: http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=2339


Esordio discografico (in realtà si tratta di un Ep) per il sestetto di Olbia, ex Master Dick. Un connubio di suoni distorti e pazzi, figli bastardi di Tool e Kyuss in primis, attacca subito l’ascoltatore, e lo colpisce direttamente come una mazzata ben assestata dietro la nuca. I primi due pezzi dell’Ep incarnano bene lo spirito stoner (che, ad ogni modo, pervade tutte le composizioni), mentre da “A Merciful Bullet”, le cose si fanno davvero interessanti, complice un meltin’ pot di suoni, stili e influenze che spaziano dal grunge alla psichedelia, dal heavy propriamente detto al punk, fino al progressive, o addirittura al drum n’ bass. Prendete tutto questo, miscelate con cura, agitate bene e, infine, mettetelo ad asciugare al sole desertico tanto caro a Josh Homme. Il risultato ce l’avete tra le mani, o nelle cuffie (e se non ce l’avete, ca%%i vostri). I Three Pigs Trip, promettono e mantengono; adesso li aspettiamo al traguardo del primo full-lenght, magari ancora più acidi e consapevoli di poter andare ben oltre, sperimentando e stupendo come, sicuramente, è nelle loro corde.

Jojo. - Metallus - link: http://www.metallus.it/recensione.asp?id=8979&p=0


Sestetto proveniente da quella splendida terra che è la Sardegna, i Three pigs trip faranno la gioia di chi è cresciuto con il grunge più incompromissorio e con lo stoner più ispirato.
Le pietre di paragone che ho trovato più indicate sono i primi Soundgarden e gli Skin Yard di Jack Endino,insomma un bel suono saturo che coinvolge e stordisce allo stesso momento.
La band possiede ottime dosi di potenza e precisione e si avvale di un cantato evocativo e ispirato che di certo non passa inosservato ed inoltre,particolare tutt'altro che trascurabile,è dotata di grande fantasia e spiccata personalità;insomma hanno i loro numi tutelari ma non sono per nulla degli stanchi a banali copisti.
Tutto questo idilio dura cinque dei sei pezzi di "Merciful bullets" poichè,purtroppo,in coda a questo ep la band propone un pezzo elettronico,quasi drum'n'bass,che mi ha lasciato a dir poco perplesso.
Sperando che la strada che il gruppo vuole percorrere sia quella dei primi cinque pezzi sono certo che per loro si possano aprire spiragli di un futuro davvero radioso.

Il Santo. - Iyezine - link: http://www.iyezine.com/recensioni/799-three-pigs-trip---merciful-bullets.htm


Nati come formazione stoner tout court con il nome di Master Dick, i Three Pigs Trip hanno lungo il tragitto inglobato nuovi musicisti e, con loro, nuove influenze musicali.
Merciful Bullets rappresenta il frutto di un melting pot che, pur senza tradire una profonda passione per la musica “stonata” da una parte e per l’approccio di una formazione seminale quali gli Alice In Chains dall’altra, riunisce al suo interno numerose componenti e tenta una via personale al suono pesante. Lungo le sei tracce di Merciful Bullets la formazione dimostra un’ottima padronanza dei mezzi a propria disposizione, una qualità che aiuta a trarre d’impaccio quando le influenze rischiano di farsi un po’ troppo palesi e di soffocare la personalità “in fieri” dei musicisti. Nel suo insieme l’amalgama funziona e il disco gira che è un piacere, il riffing è roccioso al punto giusto e il buon utilizzo delle percussioni dà la giusta spinta ai brani, che dal canto loro non faticano a infiltrarsi nella mente dell’ascoltatore. Una vena psichedelica, lasciata scorrere giusto sotto la superficie, dilata le partiture quel tanto che basta a rendere il tutto più intrigante, così come non guasta una sana attitudine (southern) metal che spezza di tanto in tanto l’andamento delle composizioni e ne rinforza la spina dorsale. Con una più spiccata impronta personale nella scrittura e un briciolo di voglia di osare in più, la formazione potrebbe ambire a spiccare definitivamente il volo. Per il momento, Merciful Bullets si impone come un solido disco di heavy-rock dalla mentalità aperta o, come lo definiscono loro stessi, alternative stoner, il che è già un punto di partenza di tutto rispetto.

Michele Giorgi. - Audiodrome - link: http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5980&m


Nati come Master Dick (nome non proprio geniale) e poi diventati Three Pigs Trip (moniker più carino), questi sei ragazzi di Olbia esordiscono con un mini CD di sei pezzi per la Hot Steel Records (www.hotsteelrecords.com, www.myspace.com/hotsteelrecords). Riff quadrati, ritmi muscolari e caratterizzati da un ampio uso di percussioni tribali, voce grintosa al punto giusto e una spruzzata di psichedelia acida qua e là: queste le componenti di Merciful Bullets, come si evince da "Came to Disappear" e "Panic Insect", veri e propri tributi a Kyuss, Unida e Queens of the Stone Age, la seconda decisamente tribale e trascinante, con un finale strumentale che strizza l'occhio al funk. In "A Merciful Bullet" le influenze stoner sono sempre molto ben radicate, ma si fanno largo anche contaminazioni crossover, in particolare nelle ritmiche, che si accendono sempre di più fino a diventare assolutamente torride, ben coadiuvate dal lavoro di chitarre e basso e, soprattutto, dalla performance vocale di Maurizio, cantante dotato di una timbrica davvero possente e perfettamente in grado di sostenere un tale martellamento sonoro. "Summer Storm" è un viaggio lisergico in territori stoner-psichedelici, condito con vari effetti/rumori e dotato di belle vibrazioni percussive, nonché di accenni corali di chiaro stampo QOTSA, mentre la lunga e articolata "All Be There" mette in vetrina chitarre wah-wah a tutto volume, percussioni tribali e un approccio complessivo a metà tra desert rock, southern metal e grunge, in un mix tra Kyuss, Black Label Society e Soundgarden (periodo Badmotorfinger) veramente massiccio. La chiusura è deputata a "Bipolar Disorder", episodio in bilico fra elettronica e drum'n'bass del tutto avulso dal contesto che, francamente, poteva essere evitato. A parte questa caduta di tono, i TPT meritano un plauso, dimostrandosi già molto preparati e maturi e con ampi margini di miglioramento, specialmente se sapranno dar forma a uno stile più distintivo e meno derivativo. Attendiamo fiduciosi i prossimi sviluppi, a partire da un auspicabile - e si spera non troppo lontano nel tempo - debutto sulla lunga distanza.

Costantino Andruzzi. - Italia di metallo - link: http://www.italiadimetallo.it/recensioni/1535/three-pigs-trip/merciful-bul


Chi lo sapeva che intorno ad Olbia c'è il deserto? Si, dev'essere per forza cosi, altrimenti non si spiega la genesi del suono dei Three Pigs Trip. Atmosfere aride e cupe accompagnano infatti questo “Merciful Bullets”, Ep d'esordio del sestetto olbiese che si presenta in tutta la sua potenza. E' impossibile non fare propri questi pezzi, altamente introspettivi, venati di psichedelia ma allo stesso tempo aggressivi e compatti, brani che compongono un favoloso disco di Stoner rock, ma non solo.
I nostri sono si andati a scuola da nomi tutelari dello stoner quali Kyuss, Fu Manchu e Colour Haze, ma non si sono fermati li, hanno sperimentato, hanno fatto degli stilemi dello stoner rock le basi per compiere ulteriori passi alla ricerca di un suono proprio, lasciando spazio a commistioni con altri generi, come l'hard rock, il grunge, o perfino il rap.
“Merciful Bullets” è un lavoro molto particolare. Basso e batteria compiono un lavoro chirurgico su un tempo musicale contraddistinto da fugaci cambi, pattern ripetuti ossessivamente, stop and go. Figure arricchite dall'inusuale aggiunta delle percussioni, che assieme alla sezione ritmica delineano l'ambiente entro cui si muovono le chitarre, mai lievi ma sempre granitiche, sia nelle melodie che nei suoni. Un muro di note perenne che preme insistente contro le orecchie dell'ascoltatore e sospinge una voce graffiata ma estremamente melodica, che racconta di psiche contorta, di ultime scelte, ora con estrema lucidità, ora in un lisergico delirio.
Gli ingredienti si mescolano per preparare una polvere da sparo densa di distorsioni fuzzate, delay, chorus, che dalla potente opening “Came to disappear”, passando per la title track e chiudendo con la “sorpresa” elettronica di Bipolar Disorder, catturerà la vostra mente ed il vostro corpo.
Sei pezzi suonati di cuore, cervello e schizofrenia. Sei cartucce sparate dritte in faccia.

Diego Pani. - Sonos & Contos (Febbraio-Marzo 2010)


Discography

Merciful Bullets EP - 2010 (Hot Steel Records)

Photos

Bio

La band nasce ufficialmente nel 2009, ma ufficiosamente nel Dicembre 2007, durante un incontro casuale di due vecchi amici e compagni di band, Marco e Iena. L’idea era quella di mettere su una band rigorosamente Stoner, vista la loro profonda passione per il genere e constatata la sua quasi totale, se non assoluta, assenza nella scena musicale locale. Poco tempo dopo, Luca fu il primo ad aderire al progetto. Ad Aprile 2008 i "Master Dick" erano ufficialmente nati. In seguito diventammo TpT. Dopo un anno di attività strumentale, in un breve lasso di tempo si aggiungono altri tre componenti. Carlo fu il primo, dopo di che si aggiunsero rispettivamente Fulvio e Maurizio Da Aprile 2009 I Three Pigs Trip si stabilizzano nella formazione attuale.