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Berlin, Berlin, Germany

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"Tongs - Fractal"

I Tongs sono uno strano esperimento venuto fuori dalle piaghe pruriginose della nostra amata-odiata penisola.
Una band che mette in pratica una commistione di generi interessante e ambiziosa che ancora nessuno, dalle nostre parti, aveva ancora tentato fino in fondo. C'è del jazz dentro “Fractal”, giusto per dirne una. E del metal, di quello alternativo, pazzoide e un po' progressivo di cui i Tool sono stati senza dubbio i migliori interpreti. C'è l'oscurità impenetrabile delle sperimentazioni sonore dei Einsturzende Neubauten, la schizofrenia dei Primus (ascoltate Fractal Anatomy e Wake Up, Get Up, Get Off) la precisa e matematica aggressività jazz-metal di marca Zu (Ziqqurat), qualche scivolone crossover-grunge (Sex In Sacristy, Wake Up, Get Up, Get Off) e la psichedelia rumorosa e intima dei Motorpsycho. Ah, dimenticavo, c'è pure Pierpaolo Capovilla, in Italian Politics, in una recitazione oscura e pericolosa sul tema “la ricetta della pizza” (e non solo).

Un bel mischione, davvero. A tratti si rischia pure di tirare un po' troppo la corda, la schizofrenia artistica si fa malattia e si fatica non poco a trovare una linea conduttrice (Red Eye e Scarecrow's Gasp) o una sistemazione pratica all'interno dell'orecchio famelico dell'ascoltatore. Il disco nel suo complesso, comunque, esce fuori orgoglioso, possente e maturo, forte di alcuni pezzi veramente ben costruiti (Ziqqurat, Fractal Anatomy, Insanity, Sex In Sacristy e Wake Up, Get Up, Get Off) nei quali i Nostri son riusciti a far convivere, senza che cozzassero, le anime jazz, alt-metal, math, psichedelica e alternative rock tenendo discretamente a bada la vena sperimentatrice. Il tutto, va detto, è suonato a volumi abbastanza alti da far male (e questo è un bene) e con una buona dose di maestria. Pollice in su. - Iyezine


"“Fractal” di Tongs"

Sono all’album di debutto, ma li hanno già presentati con un grandissimo occhio di bue puntato addosso, su un vassoio non d’argento, ma bensì di diamante, accostandoli a gruppi come Tool, Einsturzende Neubauten e Motorpsycho.
Io (come tanti altri presumo), che sbavo su queste ultime tre storiche band citate, ho cliccato su “play” con un certo timore, temendo d’esser delusa. Fortunatamente di quei mostri sacri hanno preso ispirazione e hanno proprio alcuni caratteri distintivi, ma non si tratta di una “bruttacopia all’italiana”. Smetto quindi di citare altri e mi concentro su di loro, che dimostrano una salda personalità pur essendo al debutto.
Torniamo quindi a parlare dei Tongs. Mi trovo di fronte a dei musicisti fortemente legati agli anni ’70, che sfoggiano un amore ben stratificato per la psichedelia, per le chitarre ben suonate e rese protagoniste da oscure cavalcate hard rock. Oltre a ciò, s’insinuano sonorità anni novanta (e qui i Tool sono i primi che sarebbero venuti in mente anche a me), che riportan i pezzi alla fiera schiettezza con quell’adorabile amara malinconia, pur non abbandonando la maniacale cura dei suoni. Proprio dei suoni è bene soffermarsi a parlare, perchè c’è un’incursione perenne di “rumorismi” (perdonate l’odiosa parola, ma non trovo termine più calzante) che vorrebbe infastidire, ma finisce per impreziosire i brani. C’è quindi la volontà di sperimentare, di mettersi in gioco, ma stando nei limiti, senza osare troppo (cosa che potrebbero permettersi senza cadere nel banale, secondo me).
Insomma, pare che tutti vogliano dipingere i Tongs più cattivi e schizzati di quel che sono, ma quel che colgo io dopo vari ascolti, è che son dei musicisti davvero attenti e appassionati e hanno scelto una via poco radiofonica ma più autentica. Credo che live diano delle soddisfazioni non da poco…se pestassero ancora più il piede su quei rumorismi sgraziati, a me farebbero solo che contenta. - Soundmagazine


"TONGS Fractal"

La scena alternative italiana ha diversi esponenti che, pur avendo riferimenti internazionali, cercano di guardare avanti, riuscendo a dare un tocco di conteporaneità alla scena made in Italy. Voices From The Lake, Iori's Eyes, Drink To Me, Be Forest sono alcuni nomi sul quale si è giustamente puntato, ma purtroppo nella piccola Italia continuano a non ricevere le giuste attenzioni. Perchè qui, diciamolo, a certi livelli mediatici continuano a vincere le antiche equazioni "musica alternativa=rock" e "musica nuova=rock alternativo".
Fortunati e intelligenti quindi i Tongs che sono riusciti a fare breccia nel cuore di Pierpaolo Capovilla, dopo la collaborazione del batterista Carlo Garof nella traccia Nicolaj dell'ultimo e controverso album de Il Teatro Degli Orrori.
I Tongs fanno "musica pesante" - così si autodefiniscono - amante della ricerca e delle sperimentazioni con punti di contatto con gli Zu, se non altro per il concetto di "trio che fa rumore per dieci". Le idee post jazz (il debutto si intitolava non a caso Jazz With The Megaphone?) si liberano nell'iniziale Ziggurat, la quale espande il monolitico jazz-core della band romana appena citata con dosi di metallo anni '90: strofa Tooliana e chorus d'impatto.
Il trio si ciba di linfa alt-rock/metal nineties: dai pestaggi slappati di scuola Primus di Wake Up, Get Up, Get Off - vero e proprio manifesto della caratura tecnica della sezione ritmica - al ritornello Farrelliano di Insanity, passando per Sex In Sacresty - un po' come se gli ex-RATM e Cornell non avessero deciso di mainstreamizzarsi negli Audioslave - la sensazione è quella aver preso per sbaglio una macchina del tempo con data di destinazione 1994 (manca solo il bollino Parental Advisory...). Altrove regnano free form imprevedibili e schizofreniche (Red Eye, e i stop & go aritmici della Scarecrow's Gasp), mentre il breve - e unico in madrelingua - pezzo con il recitante Capovilla (Italian Politics) finisce inevitabilmente per ricordare i TDO più malati.
Nove brani che mettono in luce le indubbie capacità di una band che nel proprio piccolo sta riuscendo a portare avanti un discorso musicale distante da qualsiasi tipo di tendenza, moda o di semplicità assimilativa. Un discorso, anche per questo, sicuramente onesto e apprezzabile.
Riccardo Zagaglia
(6.7/10) - SentireAscoltare


"TONGS – “Fractal”"

(Rogues Records) Questi sono schizzati. Sanità mentale defunta. Sono da internare, d’urgenza. Tre musicisti fenomenali, ma completamente pazzi. Pericolosi. Da internare, si, ma anche da mettere sotto sedativo. Perenne. Nove tracce di musica schizofrenica. Riproducono sonorità anni 70, sonorità moderne, sonorità strane, sonorità assurde, sonorità e basta. Non vi so dire che musica fanno. Forse non lo sanno nemmeno loro. Le influenze dichiarate sono Einsturzende Neubauten, primi Primus e Motorpsycho. Io non lo nego e non lo confermo. So solo che questo “Fractal” è terrificante, malato, deviato, perverso. E’ evidente che dietro al progetto ci sono menti eccellenti, le quali riescono a giocare con i suoni e la musica, tanto da creare un’esperienza piuttosto che una serie di canzoni. Una esperienza che trivella il cranio, perfora il cervello, uccide, fa rinascere e poi uccide di nuovo. Sembrano la versione drogata dei vari progetti assurdi di Mike Patton. “Ziqqurat”, tra le più heavy. “Fractal Anatomy” tra le più assurde. “Red Eye” tra le più atmosferiche. “Sex In Sacristy” tra le più rockeggianti. L’album finisce con il caleidoscopio di influenze di “Wake Up, Get Up, Get Off” e con l’assurda “Italian Politics”. Quest’ultimo pezzo non è una vera e propria canzone. Pierpaolo Capovilla (Il Teatro Degli Orrori) è ospite come narratore, ed interpreta in maniera paurosa la ricetta di una pizza margherita, monumentale insieme di metafore e doppi sensi legati al titolo del pezzo stesso. Questo è rock evoluto. Questo è rock psichico, psicologico e psicopatico. Questo è il lato B, quello assurdo, della creatività. Un fiume in piena di emozioni distorte. Questo è superare i limiti, oppure raggiungerne le soglie, avvicinandosi “Quanto Basta”.
(Luca Zakk Piotto) Voto: 8/10 - MetalHead


"TONGS "Fractal" - Rogues Records"

TONGS "Fractal" - Rogues Records
L'aggressività dei Tool, la tenebrosità degli Einsturzende Neubauten la schizofrenia dei primi Primus la magia dei Motorpsycho, riecheggiano in un mosaico sonoro altamente spettacolare

Release date Settembre 2012
L'aggressività dei Tool, la tenebrosità degli Einsturzende Neubauten la schizofrenia dei primi Primus la magia dei Motorpsycho, riecheggiano in un mosaico sonoro altamente spettacolare. Il sound dei Tongs non si limita a riprodurre gli insegnamenti dei maestri degli anni 70, ma assimila i caratteri di una serie di band che hanno fatto la storia degli ultimi 20 anni di rock estremo. Ciò che distingue i Tongs dalla miriade di gruppi "duri" è la capacità di immergersi in un flusso psichedelico in perenne ricerca estatica. I Tongs forgiano un sound terrificante, claustrofobico, ideale colonna sonora per la pazzia di un detenuto confinato nella cella di isolamento, musica altamente psicologica, che sembra voler schiudere gli anfratti più nascosti della mente umana. Guest d’eccezione Pierpaolo Capovilla (Il Teatro Degli Orrori) che si presta in una magistrale interpretazione di Italian Politics. Il brano Italian Politics nasce dalla reazione dei Tongs a i suggerimenti del produttore discografico medio, che carico di provincialismo italico, consiglia di creare musica con testi in italiano e con qualche elemento banalmente tipico del nostro paese come unico modo per arrivare al pubblico e ottenere successo. Da qui nasce l’idea di creare un brano in cui la ricetta della pizza, recitata su una base di batteria e lamiere acustiche, elettronica, campionamenti e metal sheet stridenti, diventa una critica più generale al sistema italiano, e dove l’interpretazione di Pierpaolo Capovilla, intensa ed evocativa, diventa un grido di protesta e un omaggio al grande Carmelo Bene. - Kizmaiaz


"Tongs - Sex in Sacristy"

Esclusiva Rolling Stones Italia
Anteprima di nome e di fatto: Rolling Stone è felice di presentarvi prima di tutti la musica dei Tongs, un potentissimo trio tutto italiano che ha però riferimenti altrove - tanto da cantare in inglese la propria proposta che spazia dai Tool ai Motorpsycho accostando dalle parti dei Primus per poi riprendere al contrario una via che torna verso i rumorosi Einsturzende Neubaten. Il primo album, Fractal, sarà fuori solo a settembre, ma noi li abbiamo visti suonare prima del Teatro degli Orrori, il cui Pierpaolo Capovilla canta nella loro Italian Politics. E proprio prima dello show del TDO al Cage Theatre di Livorno i Tongs si sono voluti presentare con questo filmato, diretto da Agnese Morganti:

Piaciuto il video? Allora amerete le due tracce che i Tongs ci hanno regalato con così largo anticipo sull'uscita dell'album: Sex in Sacristy e Italian Politics, appunto! - Rolling Stones Italy


Discography

Still working on that hot first release.

Photos

Bio

The Tongs sound doesn’t stop at reproducing the teachings of the masters of the 70s but also absorbs the features of a series of bands that have written the history of extreme rock music over the past twenty years. The aggressiveness of Tool, the tenebrosity of the Einsturzende Neubauten, the schizophrenia of the early Primus, the magic of Motorpsycho all echo in a spectacular mosaic of sound.

What distinguishes Tongs from the many “hard” rock bands is their ability to immerse themselves in a psychedelic flow of eternal and ecstatic searching.