Wired Clouds

Wired Clouds

 Montelupo Fiorentino, Tuscany, ITA
BandEDMRock

I Wired Clouds nascono cablati, nell'era del Cloud Primordiale, per portare frammenti di messaggi, controlli di ridondanza ciclici, headers di protocollo, schegge digitali di linguaggi arcaici, sequenze e pattern antropomorfi, sfibrate tracce di un DNA decodificato.
"Distilleranno le vostre password, succhieranno i vostri dati, si sostituiranno ai vostri sistemi, ai vostri social network, alle vostre identità elettroniche, si installeranno permanentemente sui vostri dispositivi e punteranno dri

Biography

I WiredClouds iniziano lentamente a prendere forma dalla collaborazione creativa e dall'amicizia tra Mario (chitarra), Luigi (GrooveBox, elettronica) e Lara (tastiere, elettronica), durante lunghi pomeriggi domenicali trascorsi nel Salotto Verde al fluire morbido delle idee e al caldo piacere della creazione.
Il nucleo originario proviene da altre esperienze musicali comuni, prototipi abbozzati di quelle che saranno le creature a venire, tra cover e piccoli assaggi di brani originali.
E' chiaro sin dal principio che non saranno le cover ad emergere dal loro sacco, a tal punto che, posto termine alle esperienze suddette, i tre si concedono poco tempo prima di riprendere incontri imbastiti alla luce di ben più alte ambizioni emotive.
Ed è proprio dal Salotto Verde, gremito di elettronica, cavi e Calda Luce Solare che iniziano a scaturire le prime impressioni sonore, i primi gemiti di creazione, l'assemblaggio grezzo e sfocato di concetti che presto prenderanno un nome e una direzione:
i WiredClouds.

In quei giorni, inizia a prendere forma l'idea di un Concept, sotto la lente delle prime creazioni musicali, che catalizzano immagini e sapori di Mediterraneo al setaccio di una fruizione elettronica, di una sensibilità quasi sintetica, astratta e alienante, che restituisce una realtà compressa e accelerata in canali di fibra ottica come altro non fosse che un'immensa rete di dati per l'espansione della nostra Coscienza.
Così si materializzano nel loro orizzonte creativo le prime Nuvole Cablate, agganciate alla Natura con enormi cavi e capillari connessioni, ricreate in astratto come estensioni della nostra Rete Neuronale e, forse, allo scopo del Controllo da parte di Entità Terze.
Nasce Weird Clouds (le Strane Nuvole), canovaccio articolato in nove capitoli (dunque altrettanti titoli) dettati solamente dall'immagine complessiva della Visione e da un'assoluta apertura artistica.
I WiredClouds passano in questo periodo per una sperimentazione elettronica leggera, spaziosa e allestita attorno a sonorità più acustiche.

Le successive composizioni andranno prendendo una piega via via più marcatamente elettronica, con passaggi di chitarra elettrica e grooves più aggressivi.
Nello stesso periodo nasce l'esigenza sempre più pressante di sperimentare collaborazioni per ottenere inserti di basso e (sonorità fortemente voluta dal gruppo) di tromba.
La lunga ricerca sfocia felicemente nell'incontro con Nicola (tromba), giovane promessa del jazz toscano, dalla visione ampia ed estremamente creativa, che subito da luogo ad interessanti proposte e geniali guizzi sonori.
Sull'altro versante, durante la preparazione del gruppo per la partecipazione al Rock Contest di Controradio (che si concluderà con le semifinali e regalerà al progetto ottimi riscontri), inizia la collaborazione

Con Riccardo (basso), dinamico e attivissimo musicista dal gusto perfettamente calzante al progetto, che completa con grande professionalità le linee di sostegno ritmico e armonico dei brani.
La formazione "allargata" dei WiredClouds si focalizza sul concept, e tenta i primi contatti per l'ampliamento del proprio percorso ad altre figure creative; vengono gettate le prime basi per uno sviluppo in forma visuale dell'esperienza dal vivo, con la proficua collaborazione con Silvio, affermato Action Painter / VJ / Visual Artist a 360°.
Dal vivo, si sviluppano forme in movimento, proiezioni, danze meccaniche e performances “corporee”, connessioni, cablaggi...
“Le immagini fluiscono, i suoni ci immergono e ci scuotono come un'onda d'urto, i nostri cavi fremono, le mani sono connesse come nervi elettrici.”
WiredClouds